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Firenze: incendi ed estorsioni con metodo mafioso. Quattro arresti

Polizia e carabinieri (Foto d’archivio)

FIRENZE – Polizia di Stato e carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Firenze, hanno arrestato quattro cittadini cinesi ritenuti responsabili dei reati di incendio e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I fatti contestati ai quattro sarebbero avvenuti a partire dal luglio 2024 ai danni di un’imprenditrice titolare della società Alex Group srl di Sesto Fiorentino. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Firenze su richiesta della Dda fiorentina, è stata eseguita nella serata di ieri, martedì 3 marzo, dagli investigatori della squadra mobile della questura fiorentina e del Ros dei carabinieri di Firenze.

Le indagini, spiega una nota, hanno avuto origine dall’irruzione del 1° agosto 2024 all’interno dell’esercizio commerciale Alex Group srl, quando cinque uomini armati di machete e picconi causarono ingenti danni al negozio. L’azione violenta sarebbe stata finalizzata a costringere l’imprenditrice ad accettare l’uso di un capannone a Sesto Fiorentino, attraverso una società formalmente intestata a terzi ma di fatto gestita dal 39enne. L’obiettivo, secondo gli investigatori, era ottenere vantaggi economici derivanti dal controllo della struttura.Le intimidazioni sarebbero poi proseguite.

Il 23 maggio 2025, davanti alla sede dell’Alex Group, un autocarro della società è stato dato alle fiamme. La denuncia presentata dalla vittima presso la questura di Firenze ha permesso di ricostruire un quadro complessivo di minacce, violenze e pressioni che sarebbero state esercitate da Y.T. anche nei confronti dei familiari della titolare della società.

Il 17 giugno 2025, due uomini hanno danneggiato un’auto della società parcheggiata davanti all’abitazione dell’amministratrice, imbrattandola con vernice rossa e colpendola con pietre. Il 26 luglio 2025 i due uomini sono stati fermati poco prima di un nuovo attentato. Durante le perquisizioni delegate dalla Direzione distrettuale antimafia, gli investigatori hanno sequestrato capi d’abbigliamento macchiati della stessa vernice rossa utilizzata nei danneggiamenti, insieme ad altri elementi utili alle indagini.

L’ultimo episodio contestato risale al 23 gennaio 2026, quando la vittima ha denunciato un’ulteriore richiesta estorsiva: un uomo che risulta fra gli arrestati, tramite un intermediario, avrebbe preteso la somma di 2.800.000 euro per evitare nuovi incendi al negozio o al capannone conteso, concedendo all’imprenditrice pochi giorni per il pagamento.

Il gip del Tribunale di Firenze ha accolto integralmente le richieste della Dda., riconoscendo l’aggravante del metodo mafioso. Nell’ordinanza si sottolinea come le reiterate minacce, protrattesi per circa un anno e mezzo, insieme agli atti di violenza e devastazione, abbiano generato un clima di intimidazione sistematica e organizzata, superiore alla minaccia ordinaria. Gli investigatori hanno inoltre riscontrato la difficoltà di acquisire testimonianze all’interno della comunità cinese locale, a causa dello stato di soggezione e omertà provocato dagli indagati. 

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