Guerra in Iran, Landini (Cgil): “Cessate il fuoco subito. Democrazia e lavoratori a rischio”

FIRENZE – A proposito della situazione in Iran ”credo che” sia ”sotto gli occhi di tutti come il ritorno allo strumento della guerra come regolazione normale dei rapporti mette a rischio la democrazia e mette a rischio la qualità della vita delle persone”. Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, parlando con i giornalisti a Firenze.
”Io credo che quello che sta avvenendo è molto pericoloso, vedo il rischio di un allargamento importante del conflitto. Credo che a nome, non solo del sindacato italiano ma di quello che in queste ore ha detto anche il sindacato mondiale ed europeo, la nostra posizione è quella di chiedere un immediato cessate il fuoco” perché ”siamo in presenza di un intervento fatto dagli Stati Uniti e da Israele che di nuovo ha violato qualsiasi diritto internazionale e nazionale”, ha aggiunto Landini.
”Credo che l’allargamento che sta avvenendo vada assolutamente fermato e credo che l’Italia e l’Europa debbano svolgere un ruolo per non fornire sostegno a questa guerra e per non muoversi in questa direzione”.
E ancora: “Nessuno di noi piange il dittatore che è morto, nessuno di noi ha mai difeso la dittatura iraniana. Anzi siamo stati sempre al fianco e sostenuto ‘Donna, vita, libertà’ da anni, senza alcun problema. Vorrei ricordare, peraltro, che quello è un regime che vede anche molti sindacalisti arrestati”.
L’oggetto della discussione, sottolinea ancora, “non è la difesa del regime iraniano, ma quello che mettiamo in discussione è la guerra che non è lo strumento che estende la democrazia”. In effetti, riflette ancora Landini, “come si è già visto con la guerra in Ucraina, alla fine chi paga le conseguenze sono soprattutto le lavoratrici e i lavoratori. Lo stiamo vedendo di nuovo in questa fase con una ripresa immediato dei prezzi, delle bollette”.
La linea del sindacato è univoca: “È necessario ripristinare il ruolo dell’Onu, della diplomazia e applicare la nostra Costituzione che ripudia la guerra questo è il principio che ci deve guidare anche in una situazione così complicata e difficile”.
