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Massa, aggredito e ucciso in piazza: in migliaia ai funerali di Giacomo Bongiorni, Il vescovo: “Ha fatto la cosa giusta”

Il feretro di Giacomo Bongiorni sorretto dagli amici (foto dai social)

MASSA (MASSA CARRARA) – C’erano migliaia di persone oggi, 18 aprile 2026, a Massa nella Cattedrale di San Pietro Apostolo e San Francesco d’Assisi per i funerali del 47enne Giacomo Bongiorni, l’uomo rimasto ucciso al termine di una rissa, che è scaturita in un pestaggio nei suoi confronti, avvenuti nella notte fra sabato e domenica scorsa nella città toscana.

Per la morte di Bongiorni sono indagate per omicidio colposo cinque persone. Secondo un primo esito dell’autopsia Bongiorni sarebbe morto a causa delle gravi lesioni riportate durante l’aggressione subita, con pugni e calci sferrati con tale violenza da aver causato danni risultati poi fatali.

Tra le persone raccolte dentro e fuori la Cattedrale, c’erano il sindaco di Massa, Francesco Persiani, che per oggi ha indetto un giorno di lutto cittadino, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e la presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi. Sopra la bara di Bongiorni, oltre a diverse corone di fiori, erano presenti sciarpe, fra cui una della Fiorentina, sua squadra del cuore. A celebrare i funerali è stato Monsignor Mario Vaccari, che dopo aver ricordato le parole della sorella e della madre di Bongiorni, pronunciate nel corso della fiaccolata tenutasi a MASSA due giorni fa, si è rivolto alla famiglia del 47enne, presente in Cattedrale, dicendo loro: “Siete stati raggiunti da qualcosa di ingiusto e brutale. Non ci sono parole che lo riparino. Non c’è gesto che restituisca quello che vi è stato tolto. Quello che posso dirvi è che questa comunità non vi lascia soli. Non vi ha lasciati soli in questi giorni, e non lo farà nei mesi che vengono, quando le telecamere se ne saranno andate e il silenzio tornerà a pesare”.

Dopo aver speso parole all’indirizzo del figlio di Bongiorni, anch’esso presente in Cattedrale, “Tuo padre è un uomo giusto, ha fatto qualcosa di giusto, portalo con te”, monsignor Vaccari ha aggiunto: “Non sto chiedendo alla famiglia di Giacomo di perdonare chi lo ha ucciso. Non è questo il luogo, non è questo il momento, e non spetta a me dirlo. Le colpe individuali hanno il loro percorso davanti alla giustizia degli uomini prima, e davanti a Dio poi. Parlo di qualcosa di diverso. Parlo di perdono e riconciliazione che intendono tessere e riparare quel tessuto sociale che si è lacerato: la capacità di una comunità di non lasciarsi distruggere dall’odio, di non cedere alla logica dello scontro, di non dividere la città in fazioni contrapposte dove ognuno urla la sua parte senza ascoltare l’altra. Qui Giacomo ha trovato la fine, da qui deve nascere qualcosa”.

All’ingresso della Cattedrale è stata posata un’altra sciarpa della Fiorentina, fiori, candele, disegni di bambini, e un cartello della comunità rumena. Alcuni degli indagati per la morte di Bongiorni sono proprio di origine rmena. Un lungo e commosso applauso, oltre a tanta gente in lacrime, e ad un uomo che ha urlato: “Grande Giacomo”, ha saluto l’uscita dalla chiesa della bara di Bongiorni, quest’ultima sorretta dagli amici del 47enne ucciso, che hanno indossato una maglia recante la scritta: “Vola alto fratello Mortegian”, cioè di Mirteto, il quartiere di Massa dov’è nato Bongiorni.

Il pomeriggio si è concluso con la lettura di una breve lettera scritta da una zia di Giacomo Bongiorni, “Avrei tante cose da dire di te, raccontare la meravigliosa persona che sei, ma chi ti conosce davvero, chi è cresciuto con te sa come sei. Non voglio concludere dicendo che un giorno ci rivedremo perché sei ancora nel mio cuore, ma con le parole della nostra canzone “Sempre per sempre ricordati, dovunque sei, se mi cercherai, sempre per sempre, mi troverai”, e dalla circostanza che da degli altoparlanti sono state diffuse le canzoni ‘Sempre e per sempre’ di Francesco De Gregori, e ‘Stupendo’ di Vasco Rossi.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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