Skip to main content

Meloni da Cipro: “Deficit di bilancio, non escludo scostamento”. Attacca Conte per il superbonus. E parlerà a tu per tu con Ursula

Giorgia Meloni

AGIA NAPA (CIPRO) – La presidente del Consiglio attera a Cipro con una zavorra pesante, non essere uscita dalla procedura per il deficit. E il contesto non la aiuta. La crisi dello Stretto di Hormuz non ha al momento né una fine né un peso specifico quantificabile. Le bollette restano alte, l’ultima manovra prima delle elezioni politiche è ormai all’orizzonte. All’Italia serve la sponda di Bruxelles.

A Meloni non basta il piano lanciato mercoledì da Ursula von der Leyen. “L’Europa deve essere più coraggiosa. Appezzo quanto fatto dalla Commissione ma non è sufficiente”, è la stilettata del capo dell’esecutivo. Non sarà l’unica, nei quasi sette minuti di doorstep con i cronisti. “Siamo qui per cercare risposte”, è la premessa della premier, consapevole che le risposte a cui aspira non potranno concretizzarsi già sulla costa orientale di Cipro.

Ma l’obiettivo, quello sì, sembra chiaro. Roma punta allo scorporo delle spese utilizzate per far fronte alla crisi energetica. Una crisi dei prezzi, prima che delle forniture. Il modello suggerito è il Safe, pensato dai vertici comunitari per dare lo sprint alle spese per la difesa. Il Rearm Eu prevede infatti una clausola di salvaguardia, ovvero una temporanea deviazione dal percorso di bilancio, che copre un periodo di quattro anni e un massimo dell’1,5% del Pil in flessibilità. Sono ben oltre la decina i Paesi membri che l’hanno attivata. L’Italia non ancora, e il fatto che non sia uscita dalla procedura complica ulteriormente le cose.

Ma al di là del quadro tecnico, per Meloni sembra essere cambiato il contesto economico e politico. Il modello Safe, è il ragionamento della premier, dovrebbe essere applicato anche per la crisi energetica, anche perché l’allargamento delle maglie Ue sugli aiuti di Stato a imprese e più vulnerabili – lanciato mercoledì dalla Commissione – non tiene conto del fatto che lo spazio fiscale cambia tra i 27. Cambia, ad esempio, tra un Paese come la Germania e uno come l’Italia.

La partita di Meloni, questa volta, appare davvero in salita. Nessun leader, finora, ha battuto i pugni sul tavolo come quello italiano sulle spese per far fronte alla crisi energetica. Ma la premier sembra voler andare fino in fondo. Evocando, ad esempio, un cambio di rotta proprio sulla difesa, priorità assoluta per la Commissione e anche per la Nato.

“Se attiveremo la clausola di salvaguardia per la difesa? Noi oggi abbiamo altre priorità. Abbiamo la priorità delle spese energetiche, di dare risposte ai bisogni dei cittadini”, sottolinea il capo del governo. Del tema, probabilmente, Meloni parlerà a tu per tu con Ursula von der Leyen. Un bilaterale potrebbe avere luogo domani mattina, a margine della seconda giornata del vertice informale, che dalla costa si trasferirà a Nicosia. L’incontro non è ancora confermato né dall’Ue né da Palazzo Chigi ma la linea dell’Italia appare chiara.

“Tenere a bada l’inflazione non era una priorità dell’Unione? Ecco, siamo venuti qui a portare la nostra posizione determinata, non per fare semplicemente l’interesse italiano, che è come sempre la cosa che per noi è più importante di tutte, ma per fare l’interesse europeo”, evidenza la premier.

I toni sono duri, la delusione per non essere usciti dalla procedura appare ancora tangibile. Uno scostamento di bilancio? “Vediamo, non escludiamo nulla. Vogliamo dare risposte, però preferiremmo farlo in una cornice più confortevole”, avverte la leader di Fdi.

Con una postilla e un nuovo attacco al governo Conte II: “Nessuno può dire che l’Italia non abbia i conti in ordine. Pesa il disordine del passato. Finirò di pagare i debiti del superbonus alle elezioni politiche. L’impatto da 140 miliardi del superbonus è stato importante”.

Il governo, alza le mani la premier, ha “fatto tutto il possibile” per centrare l’obiettivo dell’uscita dalla procedura. Non ci è riuscito per un soffio, ma – precisa – “la solidità percepita dell’economia italiana non cambia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo