Piana Fiorentina: grandi risorse e mille problemi. Trallori (Pd): “Per risolverli serve quell’unità politica che a sinistra è mancata”

Giacomo Trallori, medico gastroenterologo di chiara fama, ma in questo caso personaggio impegnato in politica, consigliere comunale uscente Pd a Sesto Fiorentino, ha scritto questa appassionata “lettera aperta” a Firenze Post, nella quale indica i problemi reali della Piana fiorentina, capaci di toccare da vicino la vita e il lavoro di centomila abitanti della Città Metropolitana di Firenze. Problemi che, secondo Trallori, si possono risolvere con un’unità politica che, a sinistra, è mancata nella composizione delle liste per le elezioni comunali di Sesto.
Ecco il testo integrale della lettera:
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SESTO FIORENTINO – Quella che, fino ai primi degli anni ’50, era da tempo la storica campagna della conca centrale toscana, che intervallava Firenze, Prato e Pistoia con ampie distese di campi
solcata da antiche strade e fossi e punteggiata da borghi e ville, appare come un
immenso smagliato reticolo insediativo. Una vera e propria colata espansiva, che si
allarga all’esterno con lunghe propaggini periferiche, stravolgendo le preesistenti
direttrici storiche.
Il Parco della Piana di Sesto Fiorentino rappresenta un fondamentale polmone verde e
un’area naturale protetta situata in una delle zone più antropizzate e inquinate d’Italia.
Funge da cuscinetto ambientale tra la città di Firenze e Prato. L’elevato valore
naturalistico del sito è legato alla conservazione della biodiversità delle zone umide
che un tempo caratterizzavano la Piana Firenze-Prato-Pistoia, in gran parte perdute a
causa di bonifiche, urbanizzazione, inquinamento e introduzione di specie invasive.
Dare vita al parco della Piana come grande polmone verde per la compensazione del
livello di inquinamento e come grande infrastruttura sociale e ambientale in grado di
aumentare la sostenibilità e l’attrattiva del territorio. Occorre elaborare progetti
concreti per non lasciare nell’indeterminatezza questo punto cruciale.
Il Polo Scientifico e Tecnologico dell’Università di Firenze, inaugurato nel 2001, a
Sesto Fiorentino si trova nel Parco, ha riscontrato diverse criticità strutturali e
funzionali che ne hanno limitato lo sviluppo. Il campus è percepito come isolato
rispetto al contesto urbano, con una notevole carenza di servizi di base, luoghi di
aggregazione e strutture per gli studenti (es. opzioni limitate per il pranzo), creando
un ambiente vissuto principalmente di passaggio.
Come descritto nei documenti ENAC, la normativa di sicurezza degli aeroporti prevede che le aree intorno alla pista siano parzialmente edificabili ed in particolare non possano ospitare edifici pubblici
densamente abitati come scuole ed ospedali. La presenza del Polo Scientifico è quindi
in violazione alle norme, ma evidentemente si ritiene possibile la deroga.
Sicuramente saranno vietati gli ampliamenti futuri del campus, previsti dal progetto
originario. Questo luogo ambisce a diventare un Campus internazionale con figure
scientifiche importanti e con laboratori efficienti collegati col mondo. la mancata
realizzazione di un polo integrato con il territorio, unita alla carenza di collegamenti e
servizi, ha reso il Polo Scientifico di Sesto un’infrastruttura sottoutilizzata rispetto alle
sue potenzialità iniziali.
La conferenza dei servizi ha approvato il progetto definitivo per la linea della tramvia
2.2 che collegherà l’aeroporto di Peretola con il centro di Sesto Fiorentino. I lavori
potrebbero partire nel 2027 e la linea dovrebbe entrare in funzione nel 2029. La
tramvia per Sesto Fiorentino (linea 2.2) rappresenta un salto di qualità fondamentale
per la mobilità della Toscana centrale, trasformando finalmente il trasporto fiorentino
in una vera rete metropolitana.
Firenze e i suoi dintorni sono interessati da decenni dalla realizzazione di grandi
progetti per il trasporto pubblico, ma molti problemi di traffico non sono risolti e i tempi per gli spostamenti sono sempre molto alti. Si dimentica che il 40% del traffico
a Firenze è dovuto al pendolarismo e che il servizio pubblico che meglio
risponderebbe a queste esigenze sarebbe la ferrovia là dove esiste. Un sistema
integrato più veloce, che porta un numero di persone maggiore.
Invece la politica toscana privilegia il trasporto su gomma, il portare le auto alle porte della città, a quei
parcheggi scambiatori, spesso collocati in aree sbagliate dove si cerca di indirizzare
pendolari e turisti al trasporto cittadino, mentrei parcheggi scambiatori dovrebbero
essere distribuiti soprattutto nelle stazioni periferiche. Si guarda soprattutto al
capoluogo e si dimenticano le periferie.
L’introduzione dei Regiostar sulla Pistoia-Prato-Firenze rappresenta un autentico
salto di qualità del progetto di alta velocità regionale. Da dicembre queste due città
saranno ancora più vicine a Firenze, e contiamo di dare una risposta concreta anche al
sovraffollamento di alcuni treni che viaggiano in orario pendolare.
Nel novembre 2023, Campi Bisenzio e altre aree della Piana Fiorentina furono colpite
da un’alluvione che comportò danni per oltre 2 miliardi di euro a infrastrutture,
privati e aziende, nonostante il previsto uso di fondi per la mitigazione del rischio
idrogeologico, previsti ma non utilizzati. Dopo un 2024 dedicato alle opere di
ripristino dei danni e di prevenzione del rischio idrogeologico, il 2025 si apre con
nuovi progetti di gestione del rischio nella Piana fiorentina, tra cui spicca la creazione
di una nuova cassa d’espansione inclusiva di un’oasi naturalistica proprio nell’area di
Sesto Fiorentino
Dopo l’alluvione di Campi Bisenzio (2023) e l’esondazione del torrente Rimaggio a
sesto Fiorentino (2025) vanno fatti molti passi in avanti per la messa in sicurezza
idraulica di questo territorio. Le opere realizzate, e in corso di realizzazione, hanno
migliorato la condizione di tutto il reticolo idraulico minore e, quindi, anche quella
dei nostri centri urbani e dei distretti industriali. Purtroppo questo non è ancora
sufficiente.
Il miglioramento della sicurezza idrogeologica dovrà seguire gli stessi principi di
equità e condivisione della programmazione: allo sviluppo di un territorio non potrà
corrispondere un aggravio del rischio o un blocco dello sviluppo di un altro territorio.
Infine, è bene ricordare che un tema fondamentale è quello della residenza; oggi la
speculazione immobiliare ha portato la rendita a impedire alla maggioranza della
popolazione di avere una casa dignitosa, soprattutto nei capoluoghi.
Allontanare gli abitanti dai posti di studio e di lavoro sta portando disagi profondi e difficoltà anche
al sistema città. Il fenomeno dell’allontanamento dei residenti dai centri storici delle
grandi città italiane è un problema complesso, noto come gentrificazione e spinto
principalmente dall’innalzamento dei costi abitativi e dalla trasformazione degli
alloggi.
A Sesto Fiorentino c’è l’area della Caserma Donati che potrà offrire una
volta svincolata una parziale risposta abitativa a costi calmierati per tutti quei giovani
che invece di spostarsi ancora più lontano possono rimanere vicino ai posti di lavoro
considerando ad esempio la grande industria farmaceutica lì presente.
Le nostre comunità rappresentano oltre centomila cittadini della Città Metropolitana
di Firenze: si chiede al governo della città metropolitana un maggiore rispetto nel
trattare un tema che inciderà profondamente sul futuro del nostro territorio, in merito
al quale ha il dovere istituzionale di farsi promotrice di un confronto che restituisca
centralità alla politica e rimetta veramente al centro gli interessi di tutti.
Le elezioni del 2027 sono già alle porte e si aprono già degli scenari importanti nel
cosiddetto Centro Sinistra. Si è capito che soltanto con uno schieramento ampio, che
contenga Italia Viva, Movimento 5 Stelle Pd, AVS Verdi ed altri
raggruppamenti, può competere nelle prossime elezioni alla destra per la vittoria
finale. E allora abbiamo il rammarico che, ad esempio a Sesto Fiorentino, non sia
successo.
Le tante questioni menzionate sopra meritano un grande schieramento di
forze di cervelli e di consenso e non averlo fatto ha aperto lacerazioni che potrebbero
essere importanti e tali da non poter ricucire per le elezioni nazionali del 27. Dove, se
non saremo uniti, consegneremo il Paese alla destra per altri cinque anni.
Giacomo Trallori
Consigliere comunale Pd uscente di Sesto Fiorentino
