Inter campione d’Italia: scudetto numero 21. Dopo la vittoria (2-0) sul Parma. Il film di una cavalcata trionfale

MILANO – L’Inter supera a San Siro il Parma per 2-0 e si laurea campione d’Italia per la 21ma volta nella sua storia. La formazione di Chivu, cui bastava un pareggio per conquistare il titolo con tre gare di anticipo, si è portata in vantaggio con Thuram al primo minuto di recupero del primo tempo.
Nella ripresa, al 35′, rete di Mkhitaryan. Con 12 punti di vantaggio sul Napoli, l’Inter a tre gare dalla fine è di fatto irrangiungibile. Chivu conquista lo scudetto alla sua prima panchina in nerazzurro, come Arpad Weisz, Alfredo Foni, Giovanni Invernizzi e Josè Mourinho.
IL FILM DEL TRIONFO – E’ iniziato tutto con una cinquina. L’Inter ha dato un primo schiaffo a chi nutriva dubbi sul suo status dopo la batosta rimediata in finale di Champions League e l’addio di Simone Inzaghi aprendo il campionato con un sonoro 5-0 al Torino, con la ‘ThuLa’ subito protagonista grazie alla zampata di capitan Lautaro e alla doppietta di Lautaro.
Entusiasmo però smorzato già pochi giorni dopo, quando a San Siro l’Udinese – trascinata da Atta e Davis – infliggeva una delle poche sconfitte incassate dai nerazzurri contro una squadra di livello inferiore. Il momento più complicato della gestione Chivu si manifesta dopo la sosta: al rientro dalla pausa delle nazionali Lautaro e compagni cadono in maniera rocambolesca 4-3 contro la Juventus di Tudor, che esulta in pieno recupero grazie al bolide di Adzic dopo esser andata sotto 3-2.
Da quei due scivoloni l’Inter risale la china, infilando tre successi di fila tra Sassuolo, Cagliari e Cremonese che le consentono di presentarsi in rampa di lancio allo scontro diretto con la Roma di Gasperini, protagonista di un’ottimo inizio di stagione ma battuta in casa dalla rete in avvio di partita di Bonny. Questa striscia positiva riporta i nerazzurri a ridosso della vetta e permette a Chivu di ritrovare le certezze e la fiducia incrinata in un gruppo che solo pochi mesi prima aveva visto sfumare tutti gli obiettivi proprio sul più bello.
Nel turno successivo però l’Inter scivola di nuovo, sempre in occasione di un big match, vero e proprio tabù che accompagnerà quasi l’intera annata. Al ‘Maradona’ i campioni d’Italia del Napoli infatti si impongono 3-1 e in casa nerazzurra ripartono i processi, attenuati da un ottimo inizio in Champions League e da tre vittorie in fila che – per la prima volta da agosto – proiettano i ragazzi di Chivu in vetta alla classifica all’undicesima giornata in coabitazione con la Roma.
Subito dopo, però, ecco un’altra battuta d’arresto proprio nella gara più sentita. Il Diavolo fa suo il derby grazie a un gol di Pulisic e alle parate di Maignan e rimescola le carte in tavola di un campionato senza un padrone, con cinque squadre racchiuse in tre punti.
Come accaduto già in precedenza, l’Inter più di tutte le rivali manifesta la capacità di rialzare immediatamente la testa, cambiando marcia tra dicembre e gennaio con ben sette successi di fila, tra prove di forza (il poker al Como) e vittorie risicate (vedi Lecce e Genoa) che consentono a Lautaro e soci di laurearsi campioni d’inverno, con tre lunghezze di margine sul Milan.
Il big match di fine mese con il Napoli si risolve con un nulla di fatto (2-2) che mantiene invariate le distanze pur lasciando un po’ di amaro in bocca ad Appiano Gentile per la rete del pareggio siglata da McTominay arrivata nel finale. Ma se le altre competitor perdono terreno per strada senza mai riuscire a dare continuità, l’Inter invece continua a macinare punti e vittorie, volando a +7 sul Milan di Allegri alla vigilia della sfida di San Valentino con la Juventus. Qui i nerazzurri danno una prima spallata alla Serie A, vincendo 3-2 una partita rocambolesca e dalle mille polemiche per la contestata espulsione di Kalulu, viziata da una simulazione di Bastoni non vista dall’arbitro, trovando il gol da tre punti proprio al 90′ con Zielinski.
Il tricolore sembra in cassaforte, a inizio marzo però il derby della Madonnina riapre un verdetto che pareve scritto: Estupinan ‘prolunga’ la lotta scudetto, con il Diavolo che si riaffaccia a -7 dai cugini. Contestualmente i ragazzi di Chivu incassano anche l’amara eliminazione dalla Champions League per mano dei norvegesi del Bodo Glimt. Che lascia qualche scoria, perché nel momento più delicato della stagione l’Inter frena, pareggiando con Fiorentina e Atalanta.
Il Milan, però, a sua volta non ne approfitta e dopo la sosta primaverile delle nazionali i nerazzurri chiudono definitivamente il discorso scudetto. La Roma viene travolta 5-2 a San Siro in un match senza storia, i rossoneri cadono al Maradona contro il Napoli e l’allungo definitivo è servito.
Anche perché i nerazzurri il turno successivo vengono fuori in rimonta dalla ‘battaglia’ di Como (4-3) mentre le dirette inseguitrici rallentano ancora, con il Milan travolto in casa dall’Udinese e il Napoli incapace di andare oltre l’1-1 a Parma.
A quel punto, per Lautaro e compagni, si tratta solo di capire quando stappare la bottiglia di champagne messa in frigo. L’occasione giusta si presenta a San Siro, a quattro giornate dalla fine, nella sfida contro il Parma guidato da Chivu fino allo scorsa stagione. E può partire la festa.
