Caso Minetti, Cipriani: “Adozione regolare, 4 anni per le procedure. Diffuse notizie false. Chiederemo i danni”

ROMA – “Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali,
psicologi… L’Uruguay non e’ un Paese delle banane, e’ un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente”: lo ha affermato il compagno di Nicole Minetti, l’imprenditore Giuseppe Cipriani,
difendendo la procedura di adozione al centro delle polemiche sulla grazia all’ex igienista dentale in un’intervista al Corriere della Sera. Questa bufera “ha distrutto Nicole”, ma chiederemo i danni”.
Il bambino “doveva essere monitorato personalmente da” Minetti “se avesse avuto l’affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all’estero, ne’ stare con suo figlio”, ha spiegato l’imprenditore che ha definito un “atto d’amore” quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia”.
E ancora: “Dall’Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di merda”, ha lamentato Cipriani, “notizie false, tutte. A partire dall’adozione, che definiscono illegale”. Secondo Cipriani ci sono
state “bassezze” e “bisognerà trarre delle conclusioni e agire, quando le cose si saranno calmate. Ripeto: chiederemo i danni”.
BARTOLOZZI – “Nella puntata di Report di ieri sera (3 maggio 2026, ndr), Ranucci, ancora una volta, ha falsamente collegato la richiesta di grazia della signora Minetti con una missione istituzionale del ministro Nordio in Uruguay. E visto che è stato già pubblicamente e sonoramente smentito dal ministro,
stavolta ha azzardato una mia partecipazione nella gestione della concessa grazia. Non mi farò travolgere da questa vergognosa macchina del fango. Non più. Non conosco i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti”.
E ancora: “Non ho mai parlato con loro nè li ho mai incontrati. Ranucci vorrà poi spiegare quali siano le fonti di stampa secondo cui avrei gestito la richiesta di grazia”. Così l’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi sulla puntata di Report, per la quale “la cosa ancora più ingannevole è il surrettizio collegamento con una colazione di lavoro del ministro Nordio con l’omologo americano in occasione del G7, avvenuta a Venezia l’8 maggio 2024 ovvero quasi due anni
prima della grazia concessa dal presidente della Repubblica alla signora Minetti nel febbraio 2026″.
“Questo non è giornalismo di inchiesta . conclude Bartolozzi – ma macchina del fango. Queste mie parole di netta smentita non potranno mai avere la forza di un programma televisivo di prima serata, motivo per il quale Ranucci, o chiunque azzarderà falsità – sarà chiamato a rispondere nelle dovute sedi”.
