Firenze, morì schiantandosi su cantiere con lo scooter. Per il pm ci fu “concorso di colpa della vittima”

FIRENZE – La procura di Firenze ha chiesto condanne più miti al processo per la morte di Gabriele Masi, il 28enne che perse il controllo del suo scooter schiantandosi contro un cantiere sul lungarno Soderini, a Firenze la sera del 30 giugno 2020.
Secondo il pm Alessandro Moffa ci fu il concorso di colpa della vittima: l’incidente fu provocato non solo dagli avvallamenti e dalle buche presenti sulla strada, ma anche dall’alta velocità e dalla scarsa lucidità del conducente per l’alcol assunto in occasione dei festeggiamenti per la laurea. Il pm ha dunque chiesto la condanna a 1 anno e 8 mesi per Andrea Bencini, preposto alla sicurezza per la società
appaltatrice Costruzioni Spagnuolo, Giuliano Carpinelli, direttore del cantiere e Lorenzo Leoncini, coordinatore della sicurezza per la progettazione e per la esecuzione dei lavori, mentre 1 anno e 2 mesi per Lorenzo Porciani, responsabile della Gestioni e manutenzione stradale della Avr spa Area Toscana,
titolare di global service Comune di Firenze. Per tutti l’accusa è di concorso in omicidio stradale.
Quel giorno, Masi si era laureato all’accademia di fotografia. La sera era stato a cena dai nonni e poi era andato a festeggiare con gli amici. Secondo l’accusa, percorreva quella strada rettilinea e “a causa di avvallamenti a ragnatela, buche e disconnessioni” e dell’alto tasso alcolico perse il controllo dello scooter, scivolò, schiantandosi contro uno dei montanti del cantiere. (ANSA).
