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Prato: droga la dipendente con una minestra, poi la violenta in azienda. Sessantenne a processo

Procura di Prato (foto Ministero della Giustizia)

PRATO – E’ stato rinviato direttamente a giudizio, senza passare dall’udienza preliminare, un sessantenne pratese accusato di aver violentato una giovane dipendente dopo averla resa incosciente con psicofarmaci che aveva diluito in una minestra.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato ha infatti accolto la richiesta della Procura, disponendo il giudizio immediato nei confronti dell’uomo, attualmente detenuto in carcere. L’inchiesta riguarda una vicenda emersa circa sette mesi fa e che, secondo l’accusa, si sarebbe consumata all’interno di un laboratorio di Prato.

La vittima, una giovane di 24 anni, fu costretta a subire rapporti sessuali e palpeggiamenti dopo aver perso conoscenza in seguito all’assunzione di sostanze psicotrope. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri, i fatti risalgono al 15 dicembre 2025.

L’uomo avrebbe invitato la dipendente a trattenersi in azienda oltre l’orario di lavoro e le avrebbe offerto una minestra da asporto consumata nei locali della ditta. Poco dopo il pasto, la ragazza avrebbe perso conoscenza. Al suo risveglio, alcune ore più tardi, si ritrovò all’interno di un camper, con indosso abiti diversi da quelli utilizzati durante la giornata lavorativa. Non riuscendo a spiegarsi quanto accaduto e sospettando di essere stata vittima di un abuso, la giovane si recò in ospedale per sottoporsi agli accertamenti medici e denunciò l’accaduto.

Gli approfondimenti tossicologici hanno rilevato la presenza di benzodiazepine nel suo organismo, elemento ritenuto dagli investigatori compatibile con l’ipotesi della somministrazione di psicofarmaci attraverso il cibo. Tra gli elementi considerati più rilevanti dall’accusa figurano le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno dell’azienda.

Secondo la Procura, le immagini hanno consentito di documentare quanto avvenuto e di ricostruire la dinamica dei fatti denunciati dalla giovane. Al termine delle indagini preliminari, la Procura ha quindi richiesto il giudizio immediato, ritenendo il quadro probatorio sufficientemente solido. Richiesta che il gip ha accolto, aprendo la strada al processo. L’uomo, già gravato da precedenti specifici secondo quanto riferito dagli inquirenti, resta sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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