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Flotilla: Ben Gvir indagato a Roma per sequestro e tortura. Il ministro: “Italia era paese dello Stivale ora è quello delle ciabatte”

Il ministro Ben Gvir (a sinistra) mentre deride gli attivisti inginocchiati

ROMA – Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir è indagato dalla Procura di Roma per sequestro di persona e tortura nell’ambito dell’inchiesta sulla vicenda della Flotilla e sul fermo degli attivisti intercettati dalle autorità israeliane e condotti nel porto di Ashdod. Nel fascicolo aperto dai pm capitolini vengono ipotizzate le accuse di violenza sessuale e rapina.

“Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte infradito”. Lo ha scritto in un post su X il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir in risposta all’indagine aperta nei suoi confronti da parte della procura di Roma.

L’indagine, coordinata dal pm Stefano Opilio, nasce dall’acquisizione di video e testimonianze che documenterebbero le modalità con cui gli attivisti sarebbero stati trattenuti dopo l’abbordaggio dell’imbarcazione. I filmati, ora al vaglio dei carabinieri del Ros, mostrerebbero alcuni volontari inginocchiati in un hangar del porto israeliano, con le mani legate dietro la schiena, mentre Ben-Gvir passeggia davanti a loro pronunciando frasi ritenute offensive e denigratorie.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la nave della Flotilla sarebbe stata fermata mentre si trovava nelle acque territoriali di Cipro, prima di essere condotta verso Israele e per portare gli attivisti in un deposito portuale. Il nuovo procedimento aperto a piazzale Clodio è stato poi riunito a un fascicolo già esistente relativo a un precedente episodio avvenuto al largo della Striscia di Gaza, quando altri attivisti erano stati bloccati in mare e arrestati.

Negli atti depositati dagli avvocati dei volontari compaiono anche altri nomi di esponenti politici e militari israeliani che avrebbero avuto un ruolo nelle operazioni di fermo e trasferimento degli attivisti. Secondo le denunce presentate, durante i controlli sarebbero stati sottratti effetti personali ai fermati, circostanza che ha portato i magistrati romani a valutare anche il reato di rapina.

Netta la risposta del ministro israeliano che usa toni molto duri. “Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”, è la risposta del ministro israeliano. “Non sono intimidito da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”, ha aggiunto lanciando un attacco durissimo da X definendo l’Italia il “Paese dello Stivale diventato il Paese delle ciabatte infradito”.

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