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Orchestra della Toscana (ORT): ecco la Stagione 2026-2027

La conferenza stampa di presentazione (diffusione foto ufficio stampa)

FIRENZE – È stato presentato al Teatro Verdi di Firenze il cartellone della Stagione 2026-2027 dell’Orchestra della Toscana (ORT): la n° 46, che segna l’inizio del secondo triennio da direttore principale di Diego Ceretta.

Proprio con Ceretta sul podio e Francesca Dego come violino solista si apre giovedì 22 ottobre al Teatro Verdi, ma prima, sabato 26 settembre, si renderà omaggio ad Andrea Tacchi, storica spalla dell’orchestra, nel decennale della prematura scomparsa.

Quattordici i concerti, dei quali ben sei col direttore principale Diego Ceretta, fino a maggio 2027, con l’ineludibile omaggio a Beethoven nel bicentenario della morte.

Un cartellone non è un semplice assemblaggio di date, ma un disegno organico, una traiettoria pensata per offrire prospettive sempre nuove sull’ascolto. La 46ª Stagione Concertistica della Fondazione ORT nasce con l’intenzione culturale di non allineare semplicemente i capolavori, ma di connetterli, illuminando i legami che uniscono epoche, stili e interpreti.

Uno dei traguardi di questa stagione sarà il completamento del percorso sinfonico dedicato a Johannes Brahms, fin dal Concerto d’Inaugurazione al Teatro Verdi: al centro il monumentale Concerto per violino e orchestra op. 77 di Brahms, affidato a Francesca Dego, interprete capace di unire precisione e intensità espressiva; in programma anche la prima esecuzione italiana di Io cammino muovendo le dita di Nicola Campogrande, per violino solo, e la Sinfonia n. 6 “Patetica” di Čajkovskij.

Venerdì 27 novembre un appuntamento monografico brahmsiano: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 83, interpretato da Pietro De Maria, e la Sinfonia n. 3 op. 90. Due volti diversi dello stesso mondo: da un lato la vastità quasi sinfonica della scrittura pianistica, dall’altro una sinfonia in cui l’energia eroica si ritrae spesso in una luce più intima, autunnale. L’indagine su Brahms approda al Concerto di Natale, giovedì 24 dicembre alle 17, dove le Variazioni su un tema di Haydn dialogheranno con la freschezza della Sinfonia n. 1 “Primavera” di Schumann e con l’eleganza arcaica dei Tre Corali di Johann Sebastian Bach nella trascrizione orchestrale di Ottorino Respighi.

L’attitudine di Ceretta a muoversi tra rigore classico e Novecento storico emerge mercoledì 13 gennaio: le nitide simmetrie di Dumbarton Oaks di Stravinskij e il violoncello di Silvia Chiesa nel raro Concerto op. 58 di Alfredo Casella faranno da preludio alla Sinfonia n. 6 “Pastorale” di Beethoven.

Il Concerto di Pasqua, venerdì 26 marzo al Teatro Verdi, vede Alexandra Conunova solista nel Concerto per violino e orchestra op. 64 di Mendelssohn. Seguono l’ouverture da Le creature di Prometeo e la Sinfonia n. 8 di Beethoven; il programma sarà poi presentato domenica 28 marzo in una delle sale simbolo della musica europea: il Concertgebouw di Amsterdam.

Ceretta chiuderà la stagione mercoledì 5 maggio con un omaggio a Ludwig van Beethoven nel bicentenario della morte (1827-2027). Sarà un congedo di forte intensità teatrale e civile, affidato al lutto sospeso di Metamorphosen di Richard Strauss, studio per 23 archi, e alle musiche di scena per Egmont di Beethoven, dal dramma di Goethe, con la voce recitante di Peppe Servillo e il soprano Chelsea Zurflüh.

Ci sono due prime esecuzioni assolute commissionate dalla Fondazione. Il primo appuntamento è martedì 10 novembre 2026, sotto la direzione di Riccardo Bisatti, una delle migliori giovani bacchette in attività. Si apre con Eine Tanzende Stern (Una stella danzante) di Alessandro Solbiati, concerto per pianoforte a quattro mani e orchestra scritto per i mitici Bruno Canino e Antonio Ballista. Il loro è uno dei sodalizi più longevi e riconoscibili della musica italiana: due personalità diverse, unite da una curiosità instancabile per il repertorio del Novecento e per le scritture nuove. La nuova partitura di Solbiati farà da contrappunto alla successiva esecuzione della Sinfonia n. 3 “Eroica” di Beethoven, uno dei punti di svolta nella storia della sinfonia moderna.

La seconda commissione debutta giovedì 15 aprile 2027, in un programma diretto da Giampaolo Pretto, già applaudito dall’ORT nella scorsa estate, al suo debutto in stagione. Al centro, Due rituali di Danilo Karim Kaddouri, nuova partitura per voce femminile e orchestra affidata al mezzosoprano Akiko Kozato. Nella stessa serata i riflettori si accenderanno anche su una delle prime parti dell’orchestra: il cornista Andrea Mancini, solista nel Concertino per corno op. 45 di Carl Maria von Weber. A chiudere, la Sinfonia n. 2 di Beethoven.

Mercoledì 27 gennaio 2027 arriverà Kolja Blacher, violinista stavolta direttore, con un programma costruito come un percorso dentro il suono orchestrale: l’intimità dell’Idillio di Sigfrido di Wagner, il canto limpido e inquieto del Concerto per violino e orchestra n. 2 di Prokof’ev, affidato al violino di Dayoon You, e la trasparenza giovanile della Sinfonia n. 5 di Schubert. Tre mondi lontani, uniti da un’idea di chiarezza: quella che permette alla musica di respirare senza perdere profondità.

Giovedì 4 marzo l’orchestra sarà guidata da Yutaka Sado, che metterà a confronto la trasparenza formale della Sinfonia n. 86 di Haydn con la trascinante apoteosi ritmica della Sinfonia n. 7 di Beethoven.

Mercoledì 7 aprile sarà invece la volta di Katharina Wincor, direttrice austriaca tra le presenze più osservate della nuova scena internazionale, con Federico Colli solista nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 “Imperatore” di Beethoven, all’interno di un programma completato dall’ouverture Coriolano e dalla Sinfonia n. 80 di Haydn.

Mercoledì 17 marzo 2027 tornerà Hossein Pishkar, musicista di profonda sensibilità spirituale e già legato al pubblico toscano, con la pianista Eva Gevorgyan nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Čajkovskij, in una serata che troverà il suo culmine nella Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák.

Di rilievo anche il debutto di Giuseppe Mengoli, giovedì 18 febbraio, recente vincitore del Concorso Mahler, accanto al flauto di Mario Caroli, tra gli interpreti più autorevoli del suo strumento. Il programma attraverserà l’ironia tagliente della Sinfonia n. 1 “Classica” di Prokof’ev, il Konzertstück op. 3 di Joachim Andersen e i paesaggi della Sinfonia n. 3 “Scozzese” di Mendelssohn.

Il Concerto di Capodanno, venerdì 1° gennaio 2027 alle 17, sarà affidato ad Alessandro Bonato, giovane direttore in netta ascesa, che già, come Bisatti, si è avuto modo di apprezzare al Maggio, con Martina Gresia, soprano, e Joseph Dahdah, ottimo tenore che pure il pubblico del Maggio Musicale ha avuto modo di apprezzare in più occasioni. Insieme all’Orchestra della Toscana ci sarà il Coro Harmonia Cantata diretto da Raffaele Puccianti. Il titolo, “Eroi, eroine e antieroi”, suggerisce un viaggio teatrale da Beethoven a Puccini, attraverso musiche e arie d’opera di Verdi e altri protagonisti del repertorio (concerto fuori abbonamento).

Il Concerto di Carnevale, martedì 9 febbraio 2027, segnerà invece un ritorno a una struttura più classica nel disegno dei programmi, senza rinunciare a piacevolezza e brio. Sotto la direzione dello spagnolo Jaume Santonja, la serata metterà a contrasto geografie e linguaggi della danza: la fisarmonica di João Barradas darà voce alle spigolosità urbane e fumose di Aconcagua di Astor Piazzolla, in un percorso che attraversa i Three Latin American Sketches di Copland, l’eleganza francese di Masques et bergamasques di Fauré e la sensualità andalusa di El amor brujo di Manuel de Falla.

Lo sguardo della Fondazione ORT si rivolge anche al mondo del lavoro con YO YO, il Corso di alta formazione per giovani musicisti che torna per la sua terza edizione. Il progetto, sostenuto dall’Unione Europea, dal PR FSE+2021/2027 Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì, prenderà il via nei prossimi giorni con le audizioni che selezioneranno 18 giovani musicisti under 35, impegnati nel percorso tra settembre 2026 e marzo 2027. Si tratta di un’esperienza immersiva all’interno dell’attività dell’Orchestra della Toscana: durante il corso i partecipanti studiano con i professori dell’ORT, che ne diventano tutor, assistono alle prove e prendono parte alle produzioni concertistiche e cameristiche.

La stagione si completa inoltre con un’intensa attività dedicata alla formazione del pubblico di domani, attraverso iniziative rivolte a bambini, ragazzi e studenti, dalla scuola dell’infanzia fino ai licei.

In questa direzione prosegue lo storico progetto Invito alla Musica, realizzato nei licei e negli istituti superiori fiorentini, che nella scorsa stagione ha coinvolto 885 studenti. Di questi, 340 hanno partecipato come pubblico ai concerti serali dell’ORT al Teatro Verdi.

Non può mancare la rassegna del sabato pomeriggio dedicata a bambini e famiglie: Tutti al Teatro Verdi! Tre gli appuntamenti alle ore 16:30 da dicembre a febbraio.

Si apre il 12 dicembre con il ritorno di “Schiaccianoci. Una favola di fiori, neve, confetti e sogni” di Venti Lucenti, spettacolo prodotto da Fondazione CR Firenze e realizzato in collaborazione con Fondazione Guido d’Arezzo e Fondazione ORT. Tratto dal celebre balletto di Čajkovskij, con la regia di Manu Lalli, coinvolge attori, danzatori e studenti dei progetti formativi del territorio, accompagnati dall’Orchestra della Toscana diretta da Giuseppe La Malfa.

Il 23 gennaio torna la collaborazione tra ORT e la compagnia di circo MagdaClan con il nuovo spettacolo “Serenata tra le nuvole”, che unisce acrobazie e musica dal vivo sulle note della Serenata per archi op. 48 di Čajkovskij, eseguita dall’Orchestra della Toscana guidata da Giacomo Bianchi.

Chiude il 27 febbraio Bustric con “Pierino e il lupo”, il celebre racconto musicale di Prokof’ev che, tra teatro, mimica e musica dal vivo, accompagna i più piccoli alla scoperta dell’ascolto orchestrale, con l’ORT diretta da Carlomoreno Volpini.

Prima che si apra la stagione regolare al Teatro Verdi, l’Orchestra della Toscana abiterà lo spazio urbano e la memoria della città attraverso due momenti speciali, pensati come un preludio al cartellone.

Il primo appuntamento, sabato 26 settembre 2026, avrà un profondo valore affettivo ed etico: a dieci anni dalla sua scomparsa, l’ORT ricorderà Andrea Tacchi, storico violino di spalla che per decenni ha guidato e contribuito a forgiare il suono dell’orchestra. Sarà una manifestazione di memoria attiva, per celebrare l’eredità umana e artistica di un musicista che ha lasciato un segno profondo nella comunità musicale italiana. L’ingresso sarà libero previa prenotazione su Eventbrite; le prenotazioni si apriranno il 21 luglio, giorno del compleanno di Andrea.

Settembre vedrà anche il ritorno dell’orchestra nella Basilica di Santa Croce.

Si confermano le stesse tariffe per biglietti (da €5,00 a €24,00) e gli abbonamenti (da €48,00 a €250,00; Completo, Ottetto, Fai da Te e Fai da Te Aperto). Prosegue “Formula Ceretta” il ciclo di incontri con Diego Ceretta, riservato a chi sceglie una serie di concerti selezionati con il direttore principale ORT.

La campagna abbonamenti partirà fin da subito, da lunedì 15 giugno, per tutte le tipologie di abbonamento compreso anche l’abbonamento “Le Vie della Musica” riservato agli abitanti della Città Metropolitana, provenienti dal Mugello, Valdisieve e Chianti fiorentino. La campagna prosegue fino a mercoledì 1° luglio, nei giorni lunedì, martedì e mercoledì in orario mattutino 10-13 al Teatro Verdi di Firenze. Riprenderà il 1° settembre.

Inoltre con la presentazione del nuovo cartellone e la partenza della campagna abbonamenti, da lunedì 15 giugno si apre anche la vendita dei biglietti per i singoli concerti, per gli spettacoli per famiglie e bambini del sabato pomeriggio Tutti al Teatro Verdi! e per il Concerto di Capodanno.

Bruno Canino e Antonio Ballista, dedicatari della composizione di Solbiati commissionata dall’ORT (10/11)

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