Venezia: uccide la zia a coltellate e getta il corpo nel fiume. Un 17enne confessa il delitto nella notte

VENEZIA – Ha ucciso a coltellate la zia e ha gettato il corpo nel fiume che scorre nei pressi della sua abitazione. Accusato un ragazzo di 17 anni che, nella notte, ha confessato il delitto ai carabinieri.
È successo a San Stino di Livenza (Venezia). La donna si chiamava Chiara Guerra e aveva 53 anni. Il giovane, un ragazzo italiano che compirà 18 anni tra un paio di mesi, ha confessato durante la notte messo alle strette dal magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone che indaga sul caso. Il pubblico ministero ha poi trasmesso il caso alla Procura dei minori di Trieste. Sul posto per i rilievi ci sono i carabinieri e il medico legale Antonello Cirnelli.
Il delitto della donna sarebbe avvenuto giovedì scorso. Lo apprende l’ANSA da fonti vicine alle indagini. Il ragazzo avrebbe poi trasportato il corpo nella zona tra via Canaletta e via Verdi, gettandolo vicino a una chiusa del corso d’acqua. Un’area intorno alla quale si stanno concentrando le ricerche che, nonostante siano state avviate ieri sera, non hanno ancora portato al cadavere.
Sul caso stanno operando i vigili del fuoco del locale distaccamento ai quali da stamani si sono aggiunti in rinforzo i sommozzatori del reparto specializzato di Venezia. Sospese durante la notte, le ricerche sono riprese all’alba.
l fatto che il corpo della donna sia stato gettato nel canale 72 ore fa non è la sola ragione che rende poco agevoli e difficoltose le ricerche dei vigili del fuoco. Il 17enne ha indicato una zona precisa nei pressi di una chiusa ma le correnti potrebbero aver trascinato il cadavere lontano. Il canale Malgher, infatti, pochi chilometri più a valle si innesta in un fiume, il Loncon, che a a propria volta è un immissario di un altro fiume, il Lemene, il quale sfocia nell’Adriatico nella non lontana località turistica di Caorle.
La scomparsa della donna era stata denunciata dai parenti nella giornata di ieri. Il movente dell’omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari dovuti a una presunta eredità che stava contrapponendo la vittima e suo fratello, cioè il padre del ragazzo. Sulla versione sono tuttavia in corso verifiche da parte dei carabinieri che stanno sentendo anche altri componenti della famiglia.
