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Hormuz, Macron: “Francia, Gran Bretagna, Olanda e Italia garantiranno la riapertura”. Ma l’Iran pretende una tassa

Stretto di Hormuz

PARIGI – “La Francia e la Gran Bretagna sono pronte a prendere la testa di una missione nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Olanda e Italia, con l’obiettivo di contribuire alla riapertura di questa via marittima una volta che l’accordo concluso fra gli Stati Uniti e l’Iran sia effettivamente applicato”. Lo ha detto intervistato da TF1 da Evian-les-Bains, in apertura del G7, il presidente francese Emmanuel Macron.

Secondo l’inquilino dell’Eliseo la missione potrebbe essere dispiegata “entro due o tre giorni”. Per Macron “la riapertura dello stretto di Hormuz con l’imposizione di pedaggi sarebbe contraria al diritto internazionale”.

Una sezione dell’accordo tra Washington e Teheran prevede che il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz “senza costi” sia “solo per 60 giorni”: lo riporta l’agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata sui negoziati.

“Questo principio viene ripetuto altrove nel testo. L’Iran accetterà il passaggio delle navi senza costi solo per 60 giorni. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno accettato il principio della riscossione delle tariffe, assicurandosi solo un’esenzione di 60 giorni da parte dell’Iran”, ha affermato la fonte, citata dalla Fars in forma anonima.

Dopo il periodo di esenzione delle tariffe da 60 giorni, Teheran punta a “ricavare entrate dal traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz fornendo servizi di sicurezza, navigazione, tutela ambientale e assicurativi”, e usare i proventi per “sostenere lo sviluppo economico del Paese”, secondo la stessa fonte citata dalla Fars.

A detta sua, per ottenere questo accordo ha giocato un ruolo importante “la cooperazione da parte dell’Oman, che condivide il controllo dello Stretto di Hormuz”, e sono stati condotti “i negoziati necessari per assicurarsi il sostegno dell’Oman” a tale intesa. 

Sempre secondo la Fars, alle battute conclusive della formulazione dell’accordo, il testo del memorandum “è stato modificato per sottolineare in modo definitivo ed esplicito l’esercizio della sovranità di Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz”. La stessa fonte sostiene che la versione approvata dell’accordo stabilisce dunque che la “futura amministrazione dei servizi marittimi” nello Stretto sarà “determinata” dai due Paesi e che l’uso esplicito di questa espressione significa che gli Usa “hanno riconosciuto il diritto dell’Iran a riscuotere le relative tariffe”.

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