Camaiore, uccide moglie e figlio: Moriconi dice alla giudice che il ragazzo “era violento” e lo “aveva minacciato”

LUCCA – Avrebbe definito il figlio “violento” tanto da averlo “minacciato” Piero Moriconi, il 63enne accusato degli omicidi del giovane Mirko, 24 anni, e della moglie Keti Andreoni uccisi ieri a fucilate nella loro abitazione di Pieve di Camaiore.
L’uomo, assistito dall’avvocato Giacomo Fabbri, è stato interrogato dalla pm Elena Leone dopo il fermo. Agli inquirenti avrebbe parlato di liti per soldi e avrebbe descritto il 24enne come “ingestibile” citando presunti problemi di tossicodipendenza e alcolismo e dicendosi “preoccupato” in merito all’orientamento sessuale del figlio.
Tra le ipotesi al vaglio infatti rimane quella di un contesto familiare segnato da episodi di omofobia da parte del padre. Dai profili social del figlio sono emerse segnalazioni ripetute di conflitti con il genitore dopo la sua dichiarazione di omosessualità. In passato il giovane aveva condiviso un post tra cui “mio padre mi preferisce morto che gay”.
