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Vigilanza Rai: si dimettono la presidente Floridia e i commissari di opposizione. Compresa Maria Elena Boschi

Maria Elena Boschi (foto d’archivio)

ROMA – Annuncio su Facebook di Barbara Floridia, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai: “Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni. È stata una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente”.

A ruota, si sono dimessi anche gli altri commissari dell’opposizione. Con questo comunicato: “Come componenti delle forze di opposizione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento”.

La nota congiunta è firmata dagli ormai ex capigruppo delle opposizioni in Vigilanza Rai, Stefano Graziano(Pd), Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs) e Maria Elena Boschi (Iv).

“Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act – proseguono – Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di Vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”.

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