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Festival au Désert 2026: ultime date alle Cascine di Firenze

Festival au Désert all’Ultravox (diffusione foto ufficio stampa)

FIRENZE – Mercoledì 8 e giovedì 9 luglio ultimi giorni del Festival au Désert 2026 al Parco delle Cascine di Firenze; mercoledì 8 luglio al PARC Bistrò (Piazzale delle Cascine, 7) alle 19, con ingresso libero, “Da Azalai a Desertica, dal Mali all’Algeria”: il musicista e viaggiatore Carlo Maver intervistato da Raffaele Palumbo; al PARC Performing Arts Research Centre (Piazzale delle Cascine, 4) alle 21.30 (ingresso 5 euro, prevendite su ticketone.it) “Mali Blues” in concerto, con Dimitri Grechi Espinoza, Gabrio Baldacci, Andrea Beninati e Mamah Diabaté (Mali), voce e ngonì. Giovedì 9 luglio all’Ultravox (Prato della Tinaia) alle 20, con ingresso libero, Incontro “I Tuareg nella tormenta: tra repressione, emancipazione, alleanze pericolose e speranze tradite” con Luca Raineri; alle 21.30, sempre con ingresso libero, si ascoltano Alessio Bondì, cantautore siciliano (classe 1988) che fonde il suono arcaico del dialetto palermitano con ritmi e sonorità contemporanee, Kader Tarhanine (Mali), uno degli artisti più seguiti del momento dai giovani del Sahara per il suo stile innovativo, e Savāna Funk, un’energica band che fonde funk, rock, blues e influenze africane: formata a Bologna nel 2015 da Aldo, Blake e Youssef, il trio ha sviluppato un sound distintivo che oggi abbraccia anche l’Afro-Cosmic Disco.

Il Festival au Désert di Firenze nasce nel 2010 dal gemellaggio con il celebre Festival au Désert di Timbuktu. Originariamente ideato alle porte del Sahara (la prima edizione è del 2001 a Tin-Essako, nel nord del Mali), il festival si è affermato come luogo simbolico di incontro tra culture, artisti e tradizioni diverse, promuovendo il dialogo attraverso la musica. Nel corso degli anni ha riunito musicisti africani e internazionali, diventando un punto di riferimento per la scena musicale globale. A seguito della crisi politico-militare che ha colpito il Mali nel 2012, il festival ha interrotto la sua programmazione originaria, dando vita al progetto internazionale “Festival in Exile”, con l’obiettivo di preservarne lo spirito e diffonderne i valori nel mondo. In questo contesto, Firenze, grazie a Fondazione Fabbrica Europa, si è affermata come uno dei principali luoghi di accoglienza del festival in Europa.

Dettagli su www.fabbricaeuropa.net

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