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Acqua, Gaia Checcucci: la diga di Bilancino rassicura Firenze, ma Elba, Val di Cornia e Grosseto possono avere problemi

Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di bacino e Giancarlo Fianchisti, presidente della Canottieri Comunali di Firenze (Foto Autorità di bacino)

Acqua in Toscana: l’estate non fa paura, soprattutto a Firenze, ma in prospettiva qualche problema potrebbe esserci. Soprattutto in Val di Cornia, a Grosseto, all’Isola d’Elba. Lo fa sapere Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, parlando coi giornalisti dopo la seduta di dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici.

“Da una severità che non c’era – ha detto – di fatto si passa a una severità ancora bassa, dove i segnali di attenzione sono molti”.

Secondo Checcucci, il problema adesso sono le temperature “che sono da record delle ultime serie storiche”, con piogge a giugno più basse del 30% rispetto alla media degli ultimi 30 anni, dopo
che “aprile è stato un mese particolarmente secco: questo non ci ha permesso di ricaricare bene le nostre falde, che pure si mantengono in uno stato assolutamente dignitoso, grazie agli anni precedenti”.

Tuttavia, ha sottolineato, “bisogna che piova: noi confidiamo di tenere, ma sappiamo realisticamente che forse qualche ordinanza di limitazione degli usi la dovremo assumere da qui al 29 luglio”, giorno in cui si riunirà di nuovo l’Osservatorio.

A lungo termine, per la segretaria generale dell’Autorità, “c’è bisogno di raccogliere l’acqua, di di tenerla con gli invasi, perché tutte le volte noi ci attacchiamo a Bilancino, a Montedoglio che è ai massimi”, quindi “ben vengano tutte le forme di stoccaggio della risorsa e interventi di riutilizzo della risorsa: noi ne abbiamo uno in progetto, ci sono investimenti ci sono, però gli effetti degli investimenti non è
che ci sono domani”.

Oggi, ha concluso Checcucci, “Montedoglio è un grandissimo polmone che dà da bere e soprattutto da irrigare, Bilancino fa quello che può”, però “ci sono delle zone” più problematiche come “le aree costiere, Grosseto, l’Isola d’Elba, la Val di Cornia, il Magra dove c’è una situazione particolare”.



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