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Uccise due rapinatori e ne ferì un terzo: condannato a 14 anni e 9 mesi in via definitiva. Salvini: “Chiederò la grazia per lui”

ROMA – Condannato in via definitiva a definitiva 14 anni e 9 mesi Mario Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l’assalto al suo negozio il 28 aprile del 2021. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale di Cassazione.

“Si costituirà già oggi, 15 luglio 2026, non attenderà”, dicono i suoi avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani all’uscita dalla Cassazione. Su dove andrà, i legali non si espongono: “Deve essere una sua decisione comunicarlo anche alla stampa”.

I giudici hanno rigettato il ricorso presentato dal difensore dell’imputato. Hanno quindi fatto passare in giudicato quanto deciso nel dicembre dello scorso anno dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino. Roggero, oggi 72enne, uccise il 58enne Giuseppe Mazzarino e il 44enne Andrea Spinelli, dopo l’assalto al suo negozio. L’autista della banda, Alessandro Modica, fu ferito e riuscì a salvarsi.

Sia nel processo di primo grado ad Asti che in appello i giudici avevano respinto la legittima difesa invocata dall’imputato in forma putativa. Roggero inseguì nel parcheggio i banditi, armati di una pistola giocattolo e di un coltello, dopo che la rapina era già terminata, sparando una serie di colpi con la sua pistola contro la loro auto.

“L’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa” avevano scritto i giudici di appello nelle motivazioni della sentenza. In un ultimo appello video, pubblicato ieri suo profilo Facebook, l’orafo lamorrese è apparso provato: “Questa attesa ci sta logorando, non ne possiamo più. Da anni stiamo sopportando questo supplizio che non abbiamo voluto”. “Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per noi finora, – conclude rivolto ai suoi sostenitori – se volete fare ancora qualcosa vi chiedo una preghiera”.

APPELLO A MATTARELLA – Matteo Salvini rivolge un appello al presidente della Repubblica per chiedere la grazia per Mario Roggiero. Il vicepremier e leader della Lega lo chiede in un video su Instagram: “Per Mario adesso, insieme a tantissimi di voi, farò tutto il possibile perché venga concessa la GRAZIA. Un appello che rivolgiamo direttamente al signor presidente della Repubblica. Una grazia per un uomo onesto, che a 72 anni non merita di condividere una cella con dei veri criminali”.

Quindi ricorda: “In tanti, in tantissimi stiamo con Mario Roggero. Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo profondamente ingiusta questa condanna. Abbiamo combattuto insieme per una nuova legge sulla legittima difesa, che ha evitato sofferenza e carcere a tanti cittadini perbene, ma evidentemente non basta e bisogna allargare ancora di più il sacrosanto diritto alla legittima difesa di chi viene aggredito. E lo faremo. Evitando per legge anche il risarcimento danni ai parenti dei ladri feriti o uccisi in seguito al loro crimine”.

VANNACCI – “C’è un uomo che è di fronte a un giudice perché qualche criminale è entrato nel suo negozio. Questa è stata la causa innescante”: così il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale.

“Non mi inserisco nelle dinamiche giudiziarie perché non mi competono – ha aggiunto Vannacci – però la realtà è proprio questa: se quei criminali non fossero entrati nella gioielleria di Mario Roggero, lui oggi vivrebbe felice e due persone non sarebbero morte”.

Il generale, che in più occasioni ha sostenuto la necessità di una difesa più ampia della legittima difesa, ha quindi ribadito la propria posizione sul caso, distinguendo il piano giudiziario da quello politico.

“Non mi competono le valutazioni dei giudici – ha spiegato -, ma non si può dimenticare da dove tutto è partito”. Per Vannacci, la vicenda Roggero resta dunque il simbolo di un tema più generale: quello della tutela di chi subisce una rapina o un’aggressione.

“La causa innescante – ha insistito – è l’ingresso dei criminali nel negozio. Senza quella rapina, tutto quello che è accaduto dopo non sarebbe accaduto”.

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