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Firenze: palazzi di Montedomini in via Guelfa usati per affitti brevi. La sindaca: “Cda interverrà”. Opposizioni all’attacco

Protesta contro overtourism a Firenze (Foto dai social)

FIRENZE – E’ intervenuta la sindaca, Sara Funaro, sul caso dei palazzi di proprietà dell’Asp Montedomini, in via Guelfa, e utilizzati dagli assegnatari per affitti brevi.

“Il presidente Frittelli – ha detto la sindaca – ha convocato il cda che farà gli approfondimenti e tutte le
verifiche del caso e prenderà i provvedimenti conseguenti. Io l’ho detto in maniera chiara e oggi lo ribadisco. L’Azienda dei servizi alla persona, con un indirizzo chiaro come quello dell’amministrazione comunale sullo stop agli affitti brevi sia nell’area Unesco che fuori, non può più fare questo”.

CELLAI (FDI) – Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Jacopo Cellai (Fdi), coinvolgendo la Regione Toscana: ”La Regione – scrive Cellai – si svegli e proceda ad acquistare immobili da destinare all’edilizia residenziale pubblica o a canone calmierato, dato che le possibilità economiche non le
mancano. Il caso del fallimento de Le Quinte è la dimostrazione dell’impegno solo a parole del Comune: anziché muovere attacchi sguaiati contro il Piano Casa avrebbero potuto e dovuto intervenire per evitare la svendita. Perché di questa di tratta: 114 appartamenti a 6,1 milioni di euro, circa 53mila l’uno. La Regione adesso faccia la sua parte. Collabori col Comune di Firenze per acquistare complessi immobiliari da immettere rapidamente nell’offerta Ers/Erp”.

“Questo – prosegue Cellai – per non ritrovarci poi a inseguire in tribunale vincoli che garantiscono gli
affitti calmierati e chissà poi a che cifre. Come Commissione controllo chiederò un censimento del patrimonio ERP con prioritaria attenzione ai comuni, come quello di Firenze, dove il problema casa è
particolarmente sentito”.

”La priorità – incalzano i consiglieri comunali di FdI Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo – è evitare situazioni tragicomiche come quella di Montedomini a Firenze, dove il Pd dimostra di non voler, o
peggio, non sapere controllare niente della propria azione Come è possibile che un ente come Montedomini con le finalità sociali abitative abbia autorizzato l’opzione extralberghiera su 9
appartamenti con un canone di affitto a poco più di 9.000euro complessivamente? Come è possibile gridare all’emergenza casa e gestire due situazioni così in modo analogo e cioè fallimentare? Aspettiamo chiarimenti dal Sindaco e dal Presidente di Montedomini Frittelli”.

CASINI E GRAZZINI (IV) – Attraverso una nota, Francesco Casini e Francesco Grazzini, consiglieri
comunali di Iv-Casa riformista, affermano: “Quanto sta emergendo sugli immobili di Montedomini destinati alle locazioni turistiche brevi è estremamente grave e rappresenta l’emblema
dell’incoerenza con cui la maggioranza di Palazzo Vecchio ha affrontato il tema della casa”.

“Da mesi – continuano i consiglieri – assistiamo a una continua criminalizzazione dei cittadini fiorentini che, con sacrifici, hanno acquistato o ristrutturato un immobile e, attraverso gli affitti brevi, cercano di integrare il proprio reddito. Si è arrivati dalle forze di maggioranza perfino a parlare di requisizione degli
immobili sfitti e di misure sempre più invasive nei confronti dei proprietari. Poi scopriamo che immobili
riconducibili a un ente pubblico vengono destinati proprio a locazioni turistiche. È una contraddizione politica evidente”.

“Il punto non è soltanto capire chi abbia firmato un contratto o inserito una determinata clausola. Il vero tema è la mancanza di controllo e di indirizzo politico nella gestione del patrimonio pubblico. Prima di impartire lezioni ai cittadini, l’amministrazione dovrebbe verificare cosa accade negli enti che fanno capo al Comune”.

Casini e Grazzini proseguono: “Questa vicenda dimostra il fallimento di un approccio esclusivamente ideologico al tema dell’abitare. Dopo oltre due anni di mandato, la maggioranza di Palazzo Vecchio appare ancora priva di una visione urbanistica moderna. Mentre altre città progettano nuovi quartieri e opportunità abitative, Firenze resta immobile. L’affare Montedomini è uno dei simboli di questo fallimento. È il momento di abbandonare le campagne ideologiche e costruire finalmente un vero piano casa per Firenze, capace di dare risposte concrete ai cittadini”.

“Ora attendiamo una chiara assunzione di responsabilità politica – concludono i rappresentanti di Iv-Casa
riformista -. Nessuno pensi di scaricare tutto sui tecnici, sui direttori o sui consigli di amministrazione. La responsabilità di indirizzare e controllare è della politica. E su questo la maggioranza di Palazzo Vecchio dovrà rispondere ai fiorentini”.

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