
Uomo ammanettato muore durante intervento della polizia a Bologna. La sorella: “Voglio giustizia”

BOLOGNA – Aveva 43 anni ed era di origine marocchina l’uomo morto nella tarda mattinata di oggi, 19 luglio 2026, al quartiere del Pilastro, a Bologna. In base a quanto si apprende, era in corso un controllo di polizia in via Svevo: a chiamare il 113 sono stati alcuni residenti dopo che l’uomo, nello spazio dei garage, aveva dato in escandescenze.
Una volante è arrivata sul posto e – in base alle prima informazioni – anche il 118. L’uomo avrebbe dato dei colpi alla volante della polizia; gli agenti, alla presenza anche dei sanitari, avrebbero poi spruzzato all’uomo spray urticante e lo avrebbero messo in sicurezza con le fascette ai polsi. Il 42enne, secondo le prime informazioni, avrebbe poi accusato un malore ed è deceduto.
In un video che circolerebbe tra i residenti del quartiere Pilastro di Bologna sarebbe stata immortalata la colluttazione tra l’uomo e gli agenti di polizia. La vittima si chiamava Abderrahim Fakir, 43 anni, di origine marocchina e con alcuni precedenti di polizia. I parenti, fratello e sorella, riferiscono che aveva anche problemi di salute. L’autorità giudiziaria disporrà l’autopsia per chiarire le cause della morte.
Nel video si sentono le urla dell’uomo: ‘Aiuto, basta, basta’. Nelle immagini si vedono due agenti che bloccano il 43enne marocchino a faccia in giù, portandogli le mani dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo. Un terzo uomo, probabilmente un residente, aiuta gli agenti tenendogli le caviglie. Attorno a loro anche due soccorritori che però non intervengono. Dopo qualche minuto l’uomo smette di dimenarsi e sembra perdere i sensi, mentre i poliziotti gli bloccano anche le caviglie. Uno dei due prova a sincerarsi delle sue condizioni ma senza risposta.
“Io non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Non mi darò pace”, afferma la sorella di Abderrahim Fakir. La donna, insieme all’altro fratello con il quale viveva il 43enne, ha seguito piangendo tutte le fasi dell’accertamento della polizia. “Non sappiamo cosa è successo – prosegue parlando con i cronisti, molto scossa – non sappiamo cosa è successo. Lo sanno loro, la polizia, cosa è successo a noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni”.
“Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente chiedeva solo aiuto. Era un po’ agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto”. A dirlo ai cronisti è un residente del condominio di via Svevo, al Pilastro a Bologna. Un testimone che ha assistito a quanto accaduto, nell’area dei garage, del condominio dove, in tarda mattinata, è morto il 43enne Abderrahim Fakir.
“Dal condominio – prosegue il testimone – qualcuno, dopo avere sentito le urla provenire dai garage, ha chiamato le forze dell’ordine”. Abderrahim Fakir, era titolare di una impresa di facchinaggio, impegnata nella logistica. Era sposato e viveva a Borgonuovo di Sasso Marconi, nel Bolognese. Era in Italia da diversi anni e a quanto si apprende era in via Svevo per fare visita ad alcuni parenti.
