Skip to main content

Uefa guida la rivolta contro la Fifa che vuole privatizzare i mondiali: “ll nostro sport non è in vendita”

MILANO – Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha fissato al 19 settembre 2026 la scadenza entro cui le 211 federazioni affiliate dovranno accettare una sovvenzione di 40 milioni di dollari, nell’ambito di un progetto per la cessione di quote della Coppa del Mondo a investitori privati che rischia però di fallire miseramente visto che quasi tutte le Confederazioni e non solo sono pronte a dare battaglia.

La società controllata dalla Fifa, del valore di 20 miliardi di dollari e finanziata dal fratello di Jared Kushner, è stata duramente criticata dalle organizzazioni calcistiche internazionali. A partire dalla Uefa, l’organo di governo del calcio europeo, che intende convocare le sue 55 federazioni affiliate per una riunione online d’emergenza, giovedì. Questa iniziativa rappresenta l’ultimo tentativo di Infantino di legarsi in modo sempre più forte nell’orbita del presidente statunitense Donald Trump: prima con la creazione del premio per la pace Fifa, poi con l’intervento dello stesso ‘tycoon’ nel processo che ha portato l’attaccante statunitense Folarin Balogun a evitare una squalifica ai Mondiali, e ora con il tentativo di vincolare la società di investimento di Kushner a un accordo di proprietà di 12 anni con la Fifa, che per inciso è formalmente una organizzazione senza scopo di lucro.

Infantino ha illustrato la “singolare e unica opportunità di finanziamento” in una lettera in cui spiegava nel dettaglio perché volesse creare una società controllata dalla Fifa da 20 miliardi di dollari, di cui il 20% di proprietà di investitori privati, che gestisse le competizioni e gli eventi dell’organismo calcistico, come i Mondiali e le Coppe del Mondo per club. “È mio dovere e responsabilità, in qualità di presidente della Fifa, presentarvi, a voi nostri membri, opportunità così rivoluzionarie”, ha scritto Infantino nella lettera visionata dall’Associated Press. La proposta, rivelata martedì e sostenuta dalla società di investimento Thrive Capital di Joshua Kushner, ha suscitato l’immediata indignazione degli ex colleghi di Infantino alla Uefa, che hanno affermato che i Mondiali “non sono di proprietà della Fifa e non possono essere venduti”. Un’opzione a disposizione del calcio europeo è quella di minacciare un boicottaggio delle competizioni Fifa, una tattica già utilizzata nel 2021 quando l’opposizione guidata dalla Uefa contribuì a bloccare il piano di Infantino di disputare i Mondiali ogni due anni anziché ogni quattro. “Tra la Fifa e la Uefa oggi la situazione è di totale conflittualità. Questa cosa ha determinato una specie di confine quasi inseparabile tra questi due mondi. Onestamente ne avrei fatto volentieri a meno in questi giorni”, ha sottolineato anche il presidente della Figc Giovanni Malagò che oggi ha partecipato ad una prima riunione ristretta con “le federazioni più prestigiose in Europa, tra cui Germania, Francia, Inghilterra” in cui “Ceferin ha espresso una opinione a dir poco contraria a questo progetto” della Fifa “che definisco ‘particolare’”.

Questa volta contro il piano di Infantino non c’è solo la Uefa, ma anche altre Confederazioni come la Concacaf centrocamericana e l’Afc asiatica da sempre bacino di voti del presidente. “Siamo profondamente preoccupati per la mancanza di un giusto processo”, ha dichiarato la Concacaf in un comunicato. A sua volta l’Afc si è detta “delusa dal fatto che una questione di tale importanza sia diventata di dominio pubblico prima che alla famiglia AFC fosse stata data l’opportunità di esaminarla e discuterne”. Secondo la Bbc sta emergendo che figure di spicco del mondo del calcio, tra cui almeno due degli otto vicepresidenti della Fifa, non sono stati consultati in merito ai piani di Infantino. Una portavoce della FA britannica ha dichiarato: “Eravamo completamente all’oscuro di questa proposta e non disponiamo di dettagli sostanziali, inclusi il contenuto effettivo della proposta e le condizioni ad essa associate”. Durissimo anche il presidente della Liga spagnola Javier Tebas, che sui social ha detto: “Lo sviluppo non può essere usato per comprare voti né silenzi. Le competizioni e i diritti commerciali della Fifa non sono patrimonio personale di Infantino”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’European Football Clubs (EFC) guidata da Nasser Al-Khelaifi, che in un comunicato “prende atto con seria preoccupazione delle improvvise e unilaterali comunicazioni ai media e dell’annuncio da parte della Fifa in merito a una potenziale nuova struttura societaria per la commercializzazione di alcune competizioni calcistiche”.

Non basta, perchè contro Infantino sono scese in campo anche l’Unione Europea e il nuovo premier britannico Andy Burnham. “Questo non è baseball. La Coppa del Mondo rimane il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la Fifa sfrutti ogni opportunità commerciale. Ma ora basta. L’incessante commercializzazione del calcio è diventata corrosiva. Sta minacciando ciò che ha reso il calcio lo sport più popolare al mondo”, scrive su X il commissario Ue allo Sport, Glen Micallef, criticando duramente il nuovo piano della Fifa. Il primo ministro inglese ha dichiarato che “il calcio non appartiene agli investitori”. Tifoso dell’Everton, Burnham ha pubblicato una dichiarazione sui social media per unirsi al coro di critiche. “Permettetemi di dirlo in modo molto diretto. Il calcio appartiene alle persone che riempiono gli spalti e che stanno a bordo campo settimana dopo settimana, con la pioggia o con il sole”, ha affermato. Anche il ministro per lo Sport francese, Marina Ferrari, ha condannato il piano. “Un progetto di questa portata non può essere sviluppato senza trasparenza e consultazione con le federazioni nazionali e le parti interessate del calcio. Il metodo è preoccupante quanto la sostanza”, ha detto. Ferrari ha sottolineato che la Francia “sarà particolarmente vigile”.

La Uefa che organizza le principali competizioni internazionali per club e nazionali, come la Champions League e il Campionato Europeo, da tempo vede minacciati i propri eventi dalla Fifa, che vuole aumentare le entrate e il valore per gli investitori organizzando più spesso i Mondiali e le Coppe del Mondo per club maschili e femminili, oltre ad aggiungere più squadre. “Dopo aver discusso con numerose parti interessate nel mondo del calcio, la Uefa sa che esiste una forte e crescente opposizione al piano della Fifa. La Fifa non può continuare a usare il nostro sport per arricchire se stessa e i suoi amici. Possiamo far crescere il calcio in modo corretto. È tempo di dare priorità alle federazioni, ai club, alle leghe, ai giocatori e ai tifosi”, ha ribadito in una nota l’organizzazione guidata dallo sloveno Aleksander Ceferin. “Oggi abbiamo appreso la scadenza fissata dalla Fifa per le federazioni per sostenere le proprie proposte, pena il ritiro dell’offerta di pagamento una tantum. Questo dice tutto ciò che c’è da sapere su questo piano”, ha aggiunto replicando alla promessa di Infantino secondo cui se il piano venisse respinto, i membri riceverebbero comunque i 10 milioni di dollari promessi in precedenza nei prossimi quattro anni, si legge nella sua lettera. La sensazione è che nei prossimi mesi la battaglia tra Nyon e Ginevra si farà sempre più aspra, con l’obiettivo del calcio europeo di provare il ribaltone nelle prossime elezioni della Fifa in programma il 18 marzo del 2027 a Rabat, in Marocco.


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Direttore responsabile
SANDRO BENNUCCI
(sandro.bennucci@firenzepost.it)

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741


Firenzepost small logo