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Morto Gianfranco Pedullà: era il fondatore della Compagnia Teatro popolare d’arte

Gianfranco Pedullà (foto pagina FB Teatro delle Arti di Lastra a Signa)

FIRENZE – Si è spento nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2026, dopo poco più di un anno dal tragico incidente che lo aveva visto coinvolto, Gianfranco Pedullà, fondatore e storico direttore del Teatro popolare d’arte.

La sepoltura, con rito civile, si terrà sabato 22 agosto alle ore 10:00 presso il cimitero di Poppiano. 

Così ha commentato la notizia l’assessora alla cultura Cristina Manetti: “Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa di Gianfranco Pedullà, regista, drammaturgo, studioso e uomo di teatro che per oltre quarant’anni ha dedicato la propria vita alla cultura e alla ricerca teatrale. La sua morte, avvenuta questa notte nella RSA Chiarugi di Empoli, dove era ricoverato da oltre un anno a seguito delle gravissime conseguenze dell’incidente stradale del luglio 2025, rappresenta una perdita dolorosa per tutto il mondo culturale toscano.

Fin dal 1980, con la fondazione di Mascarà Teatro, poi Teatro Popolare d’Arte, Pedullà ha costruito un percorso coerente di ricerca, produzione e formazione, diventando negli anni una presenza autorevole e riconosciuta della scena teatrale. Dal 2010 alla guida del Teatro delle Arti di Lastra a Signa ha saputo trasformare quel luogo in un importante presidio culturale, aperto al territorio e al confronto. Particolarmente significativo è stato il suo impegno nel teatro sociale e nel teatro in carcere. Con il progetto Il Teatro del Mare, realizzato nella casa di reclusione di Gorgona, ha dimostrato concretamente come il teatro possa diventare una figura di riferimento. Per decenni ha inoltre collaborato con la Fondazione Toscana Spettacolo, contribuendo alla crescita e alla diffusione della cultura”.

“Con Gianfranco Pedullà – ha concluso Cristina Manetti – scompare una figura che ha saputo coniugare il rigore dello studioso, la passione del regista e la responsabilità civile dell’uomo di cultura. Il suo lavoro resterà nel patrimonio teatrale della Toscana e soprattutto nelle esperienze, nelle persone e nelle comunità che ha incontrato e accompagnato attraverso il teatro.Alla  famiglia, ai suoi collaboratori, agli artisti e a tutte le persone che gli sono state vicine  le più sentite condoglianze”.

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