Fiorentina disastro: battuta dal Frosinone (0-3) e fischiata. Franchi sotto shock nel giorno del Centenario. Grosso confuso. Pagelle

FIRENZE – Si tocca la testa, incredulo, Fabio Grosso quando l’arbitro cagliaritano Collu segnala la fine e sigilla la “giornata terribile” della Fiorentina. Battuta in casa dal Frosinone, che con un perentorio 0-3, spegne le cento candeline e lascia la squadra viola laggiù, in fondo alla classifica, con numeri terribile: due sconfitte, zero gol fatti e sette subìti. Stadio Franchi sotto shock. Fischi inevitabili. In 23mila erano arrivati per far festa. E che invece se ne sono andati guardando con rabbia e dispetto gli striscioni e i segni di una celebrazione inesorabilmente rovinata da un risultato spaventoso. Non è una festa, ma un funerale. Con le scorie della passata stagione che riemergono e feriscono.
Gli oltre cento milioni spesi da Paratici sul mercato si sfarinano davanti all’organizzazione maniacale di Alvini e del suo Frosinone, che sfodera il bomber, Antonio Raimondo, 22 anni e un futuro forse ina Nazionale, autore della prima doppietta in serie A in un Franchi attonito. Con i tifosi increduli, che non riescono a consolarsi nemmeno rivedendo Batistuta, Rui Costa e gli altri campioni che riuscirono almeno a regalare una Coppa Italia.
Onestamente, si fa fatica a commentare una disfatta di questo tipo. Ma balzano agli occhi i problemi. Il primo riguarda indubbiamente l’allenatore, Fabio Grosso, finora confuso e incapace di dare una fisionomia e un gioco a una squadra annichilita a Roma ma anche umiliata da un Frosinone umilia e organizzatissimo, con tanti ragazzi italiani, bravi in serie B e pronti a togliersi soddisfazioni anche in A. Grosso, voluto fortemente da Paratici, non ha ottenuto nulla anche cambiando modulo e uomini. La Fiorentina ha giochicchiato per un quarto d’ora, ha anche preso due pali, con Mastantuono e Valdepenas, ma è stata annichilita dagli avversari. L’attacco non esiste: Pellegrino sembra la copia, addirittura più sfocata, di Piccoli. Mastantuono è bello da vedersi, con le sue giocate brillanti e imprevedibili, ma in una squadra inesistente finisce per fare, come scrissi dopo la sconfitta di Roma, il predicatore nel deserto.
Il centrocampo è fuori fase: Oulai sembra un po’ meglio di Fagioli, ma alla fine nemmeno lui riesce a tagliare e cucire un gioco che non c’è. E la difesa, mi dispiace tanto doverlo scrivere, ma è una sorta di formaggio gruviera: Dragusin non è la roccia che mi aspettavo.Pongracic si rivela per quel che è: un difensore modesto e spesso fuori fase. I terzini? Jimenez tecnicamente non è malvagio, ma anche lui non in sintonia con gli altri e, soprattutto, non può avere reazioni come quella che gli è costata l’ammonizione. Poteva prendere il rosso, invece del giallo.
E ora? Mancano poche decine di ore alla fine del mercato. Kean parte, Zirkzee dovrebbe arrivare. Ma il problema sono l’allenatore e lo spogliatoio. Devono reagire, già con il Torino. Altrimenti il fantasma di Pioli continuerà ad aleggiare su Grosso.
La cronaca fa venire i brividi. Gli ospiti partono tutt’altro che timidi come atteggiamento, tanto che già al 4′ Kvernadze spaventa De Gea con una conclusione personale, passano due volte fra il 26′ ed il
38′. Prima Raimondo anticipa tutta la difesa su cross da sinistra proprio di Kvernadze che salta con troppa facilità Ndour; poi Bracaglia di testa, su angolo da destra di Calò, sovrasta Dragusin.
La Fiorentina subisce nel suo momento migliore, e sono anche sfortunati visto che fra il primo ed il secondo gol ciociaro, colpisce i due pali nel giro di 1′, con Mastantuono prima e Valdepenas poi. La Fiorentina subisce tantissimo ogni volta che il Frosinone si affaccia nei 30 metri finali, tanto che
Fini sbaglia un’occasione clamorosa prima del raddoppio dei gialloblù.
Clamorosa anche la chance fallita da Gudmundsson sul punteggio di zero a zero. Ci si aspetta la reazione viola nella ripresa ma gli ospiti fanno tris al 23′ ancora con Raimondo servito da Bracaglia.
Grosso, privo di esterni, intorno all’ora di gioco prova anche ad inserire Fagioli e Viery per Ndour e Pongracic, ma la produzione offensiva dei viola si limita ad una conclusione di poco alta di Mastantuono.
Il resto del secondo tempo gigliato scivola via fino al triplice fischio finale, e la festa per il centenario si trasforma nel simulacro di funerale. Tutti escono dallo stadio. La festa preparata con cura svanisce nella rabbia per la nuova, cocente delusione. Anche le vecchie glorie escono in silenzio, come fantasmi, nella calda serara del Campo di Marte.
Tabellino e pagelle
FIORENTINA (4-3-2-1): De Gea 5; Jimenez 5 (38’st Joao Mario sv), Dragusin 4.5, Pongracic 5 (16’st Viery 5.5), Valdepenas 5,5; Ndour 4.5 (16’st Fagioli 5), Oulai 5.5 (26’st Brescianini sv.), Atta 5; Mastantuono 6, Gudmundsson 5 (26′ st Mandragora sv); Pellegrino 5. Allenatore: Grosso 4.5
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani 6.5; Oyono 6, Calvani 6.5 (29’st Cittadini sv), Monterisi 6.5, Bracaglia 7 (29’st Terzic sv); Calò 6.5 (37’st Grillich sv.), Masini 6.5; Fini 6 (1’st Zerbin 6), Schmid 6, Kvernadze 7; Raimondo 7.5 (43’st Birligea sv.) Allenatore: Alvini 7
Arbitro: Collu di Cagliari 6
Marcatori: 26’pt e 23’st Raimondo, 38′ pt Bracaglia.
Ammoniti: Jimenez, Gudmundsson, Dragusin, Grosso, Raimondo, Bracaglia, Calvani.
Spettatori: 23132. Incasso 664.222,56.
