Attentato a Ranucci: Lavitola resta in carcere. La decisione del Tribunale del Riesame

ROMA – Il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato la custodia cautelare per l’imprenditore, ritenuto dalla Procura il presunto mandante e organizzatore dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, e ha confermato anche l’aggravante del metodo mafioso.
L’esplosione avvenne nell’ottobre 2025 davanti all’abitazione del conduttore di Report, a Campo Ascolano, nel territorio di Pomezia. L’avvocato Sergio Cola ha annunciato il ricorso in Cassazione per saltum ha spiegato: “Rispettiamo le decisioni della magistratura, ma non le condividiamo né in fatto né in diritto”.
Intanto, prosegue l’esame dei telefoni dei dispositivi informatici sequestrati agli indagati. I consulenti informatico-forensi incaricati dalla Procura di Roma stanno completando l’analisi del materiale. Il materiale acquisito da smartphone e computer è molto copioso. Tra gli accertamenti c’è anche il tentativo di recuperare, laddove tecnicamente possibile e sulla base degli accordi con il gestore del servizio estero e l’eventuale concessione della rogatoria da parte dello stato straniero di riferimento, le chat eventualmente cancellate.
L’obiettivo è verificare se dai dispositivi possano emergere conversazioni eliminate tra Lavitola e Gomes Clesio Tavares, attualmente irreperibile in Africa, e tra lo stesso Tavares e i quattro indagati ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato. Il recupero dei messaggi potrebbe consentire di ricostruire contatti, tempi e modalità della presunta organizzazione dell’esplosione contro l’abitazione di Ranucci.
