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Scostamento di bilancio da 29 miliardi. Giorgetti: “Più prudenza sulla manovra”

Il ministro Giancarlo Giorgetti (Foto da Governo.it)

Il sentiero della prossima manovra è tracciato, ed è improntato alla prudenza. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo mette in chiaro, alzando il velo sulla cornice dei conti che farà da sfondo alla legge di bilancio e annunciando uno scostamento per circa 29 miliardi in due anni, equamente ripartiti tra energia e difesa – anche se per quest’ultima lo spazio viene ridotto rispetto alle previsioni. Un messaggio alla volta degli alleati, che già scalpitano con proposte da clima pre-elettorale. Ma anche a Bruxelles, che si appresta a valutare la richiesta italiana di considerare l’impatto della fiammata dei prezzi sul sentiero di spesa concordato con l’Ue.

Il Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal consiglio dei ministri, conferma “in termini programmatici il sentiero di spesa”, assicura Giorgetti, spiegando tuttavia che i numeri vengono “adeguati”. C’è da considerare infatti lo spazio per la clausola di salvaguardia nazionale, pari nel 2027 allo 0,3% del Pil per le spese in energia e 0,3% per la difesa, nel 2028 ad altro 0,6% equamente ripartito. Complessivamente l’1,2% del Pil, “un valore complessivo – precisa il Mef – fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-28”. Meno quindi dei 36 miliardi annunciati un mese fa durante le comunicazioni del ministro al Parlamento sull’utilizzo della clausola. “Abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa”, spiega Giorgetti. La spesa destinata alle armi subisce così una decurtazione dello 0,3% del Pil, circa 7 miliardi in meno. Un ridimensionamento di fronte al quale non si scompone il titolare della Difesa Guido Crosetto (“Comprendo perfettamente le ragioni che hanno portato alla scelta”), che tuttavia si augura che le condizioni del 2027 consentano un successivo intervento in aumento. Dalla Lega invece arriva “soddisfazione” per il rafforzamento degli investimenti per l’energia che hanno “raggiunto quelli destinati alla sicurezza”.

il peso dello scostamento il Dpfp alza l’asticella del deficit sopra il 3%: tocca il 3,4% nel 2027, per poi scendere al 3,2% nel 2028 e al 2,3% nel 2029. Ma i dati del 2027 e 2028, “depurati dallo 0,6% dello scostamento”, chiarisce Giorgetti, restano sotto la soglia del 3%. Sull’uscita dalla procedura di infrazione non è dunque ancora detta l’ultima parola: “I decimali fanno la differenza – sottolinea il ministro, memore del 3,1% che ha fatto sfumare l’obiettivo nel 2025 – e quindi l’auspicio è di aprire quello spazio”. E se sulla crescita qualcosa si muove, con un Pil 2026 rivisto al rialzo all’1% rispetto al prudente 0,6% stimato ad aprile (per il 2027 è alzato allo 0,8%, dallo 0,6% precedente), il debito resta sopra il 138% del Pil (salirà al 138,6% nel 2027) e imboccherà un sentiero discendente solo dal 2028.

In questo contesto quanto mai precario, in cui al Mef si esamina con “attenzione” la situazione sia dei tassi e dell’inflazione (cui si aggiunge l’incertezza sul futuro della presidente della Bce Lagarde, su cui Giorgetti invita a “fare chiarezza al più presto”), la manovra nasce sotto il segno del rigore. “Io monitoro giorno per giorno”, dice il titolare del Mef, che rispetto a un mese fa è costretto ad un approccio “un attimino più prudente” rispetto agli annunci che affollano i giornali. “Il contesto – rimarca – chiaramente richiede maggiore attenzione”.

Un messaggio chiaro agli alleati e ai colleghi di governo, che hanno già stilato lunghe liste di richieste. Forza Italia, che proprio in vista della manovra ha riunito oggi lo stato maggiore, di proposte ne ha “tante”, “incentrate soprattutto sulla riduzione della pressione fiscale”, spiega il leader azzurro Antonio Tajani, esprimendo l’auspicio che la manovra non sia “restrittiva”. La Lega è in pressing da settimane su misure su cui è pure arrivata l’apertura del titolare del Mef, dalla flat tax per gli aumenti salariali dei giovani all’anticipo della pensione a 64 anni. Noi Moderati indica come priorità i giovani, proponendo zero tasse per neoassunti under 30.

E mentre le opposizioni già prevedono “l’ennesima manovra di mezze misure senza visione”, si guarda già ai prossimi step. L’appuntamento più importante è forse il 13 ottobre, quando il Parlamento voterà, insieme al Dpfp, lo scostamento: appuntamento che impone al centrodestra ranghi compatti visto che il voto è a maggioranza assoluta. Poi entro metà ottobre il Documento programmatico di bilancio va inviato a Bruxelles ed entro il 20 la manovra è attesa alla Camera.



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