Botta e risposta fra banchieri e associazioni dei clienti

Mutui: l’Abi, sono cresciuti dell’82%. Ma i consumatori contestano le cifre

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Case, in aumento i mutui

Case, in aumento i mutui

ROMA – Botta e risposta fra banchieri e consumatori. L’Abi (Associazione banche italiane) sottolinea che i mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi sette mesi del 2015, il 49,4% delle nuove erogazioni complessive ma nei mesi più recenti sono cresciuti molto i mutui a tasso fisso superando a luglio 2015 il 60% delle nuove erogazioni (erano meno del 20% dodici mesi prima). A luglio 2015 – precisa l’Associazione – il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,1%) nei confronti di luglio 2014, stesso valore del mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di luglio 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese – precisa l’Associazione – è il miglior risultato da aprile 2012. L’Abi ricorda che l’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 (26,6 miliardi nei primi 7 mesi dell’anno, +82% sul 2014) è molto superiore anche al dato dello stesso periodo del 2013 (11,383 miliardi di euro) e del 2012 (13,045 miliardi di euro).
Replicano a stretto giro di posta le Associazioni dei consumatori. I dati sui finanziamenti diffusi dall’Abi “sono incompatibili con quelli di Bankitalia, ossia con i dati ufficiali ed effettivi””. Ad affermarlo Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori. “Non sappiamo dove quelli dell’Abi prendano questi dati”, sottolinea in una nota, “ma certo non dalle imprese o dai consumatori che continuano a chiedere prestiti alle banche senza ottenerli. Non vorremmo”, aggiunge Dona, “che in questi dati venissero conteggiate anche le surroghe, come se fossero nuovi mutui. Sarebbe sbagliato, trattandosi solo di uno spostamento da una banca all’altra. Il dato delle surroghe e’ certamente positivo ed e’ indicativo di un po’ di concorrenza nel settore bancario, ma indica anche il fatto che la tua banca non ha accettato la rinegoziazione e piuttosto, che ridursi gli interessi, ha preferito perdere un cliente

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Camillo Cipriani

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