Soldati Usa e francesi in aiuto alle forze locali

Burkina Faso: 23 morti nell’attacco terrorista. Uccisi tre attentatori. Liberati 126 ostaggi

di Redazione - - Cronaca, Primo piano

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Le forze di sicurezza locali durante l'azione per liberare gli ostaggi

Le forze di sicurezza locali durante l’azione per liberare gli ostaggi

OUAGADOUGOU – Il bilancio è terrificante. L’attacco terroristico nella capitale del Burkina Faso, contro l’hotel Splendid e il caffè Cappuccino di Ouagadougo, ha provocato almeno 23 morti. L’annuncio, con voce arrochita per la rabbia e la commozione, è stato dato dal presidente, Christian Kaborè. Mentre le operazioni delle forze di sicurezza vanno avanti in un altro albergo vicino, l’Yibi, da dove si sentono sporadici colpi d’arma da fuoco.

I soldati del Burkina Faso in azione

I soldati del Burkina Faso in azione

Polizia e militari sono riusciti a trarre in salvo almeno 126 ostaggi che rimanevano all’interno dell’hotel Splendid, a Ouagadougou, dall’inizio dell’assalto del gruppo di terroristi di al-Qaeda. L’esercito ha terminato l’assalto all’hotel Splendid e al caffè Cappuccino, situato di fronte l’albergo. Ma l’operazione continua perché le autorità temono teme che alcuni terroristi siano riusciti a trovare rifugio nell’albergo poco distante dal luogo dov’è scattato il primo attacco. Il ministro dell’Interno, Simon Compaoré,ha precisato che 3 jihadisti sono stati uccisi: erano “un arabo e due neri africani”.

La situazione rimane ancora molto fluida. Alle operazioni partecipano oltre alle unità militaro burkinabesi, una trentina di uomini delle forze speciali francesi e anche agenti dei servizi di intelligence americani (gli Usa hanno alcune basi militari nel Paese impegnate contro il terrorismo jihadista nel Sahel). Un contingente dell’esercito francese distaccato nel vicino Mali si sta già dirigendo verso Ouagadougou per aumentare la presenza militare nel Paese.

L’hotel Splendid, situato nel quartiere commerciale, frequentato dal personale Onu ma anche dai militari francesi, è stato preso d’assalto da un commando di Aqmi, che ha fatto detonare un un’autobomba all’ingresso e poi ha cominciato a sparare all’impazzata contro clienti e dipendenti. Nel rivendicare l’attacco, Aqmi precisa che è stato condotto da uomini che appartengono ad al- Murabitoun, un gruppo che opera nel deserto del Sahara e che è guidato dal jihadista algerino considerato uno dei principali capi di Aqmi, Mokhtar Belmokhtar: e’ un messaggio, si legge nella rivendicazione, “scritto dagli eroi dell’Islam con il sangue”, un attacco “contro gli adoratori della Croce, gli occupanti delle nostre terre, i saccheggiatori delle nostre ricchezze e coloro che violentano la nostra sicurezza”. Un attacco per “punire gli adoratori della Croce per i crimini commessi in Repubblica Centrafricana, in Mali e nelle altre terre dei musulmani e per vendicare il nostro Profeta”.

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