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Monte dei Paschi di Siena, crediti deteriorati per 47 miliardi: via libera al piano per smaltirli

di Redazione - - Cronaca, Economia

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L'ad di Mps Fabrizio Viola

L’ad di Mps Fabrizio Viola

MILANO – A fine 2015 il Monte dei Paschi di Siena risulta avere un portafoglio di crediti deteriorati – cioè di prestiti concessi a imprese e famiglie che non vengono più rimborsati, anche e soprattutto per gli effetti della crisi economica – pari a quasi 47 miliardi di euro, 46,9 per l’esattezza. Il tasso di copertura di tali crediti deteriorati è pari soltanto al 48,5%.

NON PERFORMING – I vertici della banca più antica d’Europa provano dunque ad accelerare la pratica per lo «smaltimento». E hanno adesso approvato un piano per superare gli obiettivi del piano industriale, che prevedevano una riduzione pari a 5,5 miliardi di euro dei non performing loans (npl), i crediti deteriorati, entro il 2018.

UTILE SUL 2015 – L’annuncio di una sterzata è arrivato insieme all’approvazione dei risultati del 2015, che confermano i preliminari resi noti a fine gennaio: l’utile di Mps è stato di 388 milioni di euro, grazie all’effetto della contabilizzazione a «saldi chiusi» dell’operazione Alexandria, senza il quale si sarebbe dovuta registrare una perdita di 112 milioni, anche a causa del contributo straordinario di 88 milioni al fondo di risoluzione delle banche in crisi.

E IL GOVERNO? – Il Consiglio di amministrazione di Mps ha avviato pertanto «un progetto per la valorizzazione della piattaforma di recupero crediti» del gruppo attraverso una «partnership con un operatore specializzato» così da «ottimizzare le performance di recupero» delle sofferenze. Il piano di Mps – che non prevede aumenti di capitale – guarda anche alle mosse del Governo Renzi, che la prossima settimana dovrebbe varare una serie di misure: dall’introduzione della garanzia statale sulla cessione delle sofferenze alla modifica di alcune norme del diritto fallimentare finalizzate ad agevolare lo smobilizzo dei crediti deteriorati.

NUOVE NORME – «Le nuove norme sul fallimento potrebbero avere un impatto sul prezzo delle sofferenze e permettere di accelerare il processo di cessione dei crediti deteriorati» ha spiegato l’ad Mps, Fabrizio Viola. Secondo il quale per il 2016 sarebbe «assolutamente raggiungibile» l’obiettivo di «un utile netto organico» per l’istituto di credito senese.

PARTNER – Resta un problema serio: la ricerca di un partner che risollevi davvero le sorti della Banca. E’ tutto fermo. «Continuiamo con la strategia stand-alone – dice Viola – e nello stesso tempo siamo aperti a qualsiasi opzione di acquisizione e fusione».

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