Con l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e un team di specialisti di musica antica

Firenze: tutto esaurito e molti applausi per la «Didone abbandonata» al Teatro Goldoni

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura, Eventi

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Una scena di «Didone abbandonata» (foto Pietro Paolini / TerraProject / contrasto)

FIRENZE – Per lo più il tempo e il passare delle mode fanno giustizia delle opere mediocri, che cadono nel dimenticatoio senza che i posteri perdano molto. Non è questo il caso della «Didone abbandonata» di Leonardo Vinci (1690 circa – 1730) su libretto di Pietro Metastasio (1698-1782), che andò in scena a Roma il 14 gennaio 1726, fu rielaborata da Händel nel 1737 e poi fu abbandonata davvero, a favore di altre versioni musicali del fortunatissimo e popolarissimo testo del giovane Metastasio. Ciò nonostante, è un’opera che trabocca di musica bellissima, e bene hanno fatto il  Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro Verdi di Pisa e riesumarla in coproduzione. La prima al Teatro Goldoni aveva fatto registrare il tutto esaurito da giorni e pochi sono anche i biglietti rimasti per le sole due repliche, martedì 10 e giovedì 12 alle 20.

Come alla prima romana del 1726 (nella quale cantavano solo uomini, ovviamente in parte castrati), il pubblico ha applaudito quasi ad ogni scena: apprezzatissime soprattutto la protagonista Roberta Mameli, che ha tratteggiato un’appassionata Didone, e Gabriella Costa, nei panni di Selene (questo il nome che Metastasio dà alla sorella di Didone, immaginandola pure innamorata pazza di Enea), nei quali si è mostrata sempre più a suo agio via via che l’opera progrediva e le dava modo di far sfoggio della sua considerevole agilità vocale, ma già aveva conquistato il pubblico con la sua bellissima prima aria. Molto applaudito anche il contraltista Raffaele Pé (il re Iarba, pretendente respinto di Didone).

La messinscena è a basso costo, ma con soluzioni efficaci: la regista Deda Cristina Colonna, validamente supportata da Gabriele Vanzini (scene), Monica Iacuzzo (costumi) e Vincenzo Raponi (luci), ha saputo creare un insieme spesso suggestivo, aiutandosi abbondantemente con proiezioni e giochi di luci. Peccato che, presumibilmente per questioni di budget, le repliche siano così poche, perché questa rarità musicale meriterebbe di essere conosciuta da un numero maggiore di spettatori e meriterebbe anche di avere il tempo di assestarsi meglio per far emergere appieno le doti dei musicisti dell’Orchestra del Maggio Musicale, diretta dallo specialista Carlo Ipata (che si è sobbarcato anche la revisione della partitura, non pervenuta in autografo).Speriamo che, dopo le repliche che verranno fatte a Pisa, trovino il modo di farla girare ancora, riportandola magari anche a Firenze.

Teatro Goldoni (via Santa Maria 15), Martedì 10 gennaio e Giovedì 12 gennaio, ore 20

«Didone abbandonata» Dramma per musica in tre atti. Libretto di Pietro Metastasio. Musica di Leonardo Vinci.
Prima rappresentazione: Roma, Teatro delle Dame, 14 gennaio 1726. Edizione a cura di Auser Musici. Trascrizione: Gioele Gusberti e Alessio Bacci. Revisione musicale: Carlo Ipata. Prima rappresentazione in tempi moderni. In coproduzione con il Teatro Verdi di Pisa.

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Carlo Ipata. Clavicembalo: Alessandra Artifoni – Tiorba: Giovanni Bellini – Violoncello: Michele Tazzari
Regia: Deda Cristina Colonna. Scene: Gabriele Vanzini. Costumi: Monica Iacuzzo. Luci: Vincenzo Raponi
Didone: Roberta Mameli – Enea: Carlo Allemano – Iarba: Raffaele Pe – Selene: Gabriella Costa – Araspe: Marta Pluda – Osmida: Giada Frasconi
Impianto d’ombre: Compagnia Altretracce (Fabio Bellitti, Mario Sebastiano Di Bella, Massimo Arbarello)
Posto unico 20 euro. Biglietti in vendita online sul sito dell’Opera di Firenze o presso Dischi Fenice, via Santa Reparata 8/b

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