Caso Mps

Berlusconi: in Toscana l’applicazione del comunismo

di Redazione - - Politica

Silvio Berlusconi (Foto EPP)

Silvio Berlusconi (Foto EPP)

FIRENZE – Il day after della proposta di restituire l’Imu agli italiani, Silvio Berlusconi torna ad attaccare la sinistra ospite della trasmissione di La 7 L’aria che tira. E per farlo parte dalla Toscana e dal caso Mps.

Nelle Regioni rosse si vede l’applicazione concreta della teoria del comunismo nei confronti della società, dello Stato, delle istituzioni – sottolinea Berlusconi -. In Toscana, nelle Regioni rosse, la banca più importante, le cooperative rosse per quanto riguarda la distribuzione, l’Unipol per le assicurazioni, hanno delle quote di mercato smisurate. E con le istituzioni e’ il partito, quando ne ha il potere come a Siena, che manda gli uomini che devono dirigere la banca, e’ il partito che da’ gli ordini, e’ il partito che chiede addirittura a quegli uomini che ha mandato, che hanno dei lautissimi emolumenti, di ritornare al partito una parte di quegli emolumenti”.

Secondo l’ex premier, candidato Pdl, “dentro il Monte dei Paschi ci sono degli scandali che adesso la magistratura, in tempo di elezioni, si guarda bene da sollevare. Non hanno messo in galera uno, se si fosse trattato di noi ci sarebbero decine di persone in galera, si sarebbero avute tutte le intercettazioni possibili e immaginabili”.

Ma qualcosa in Toscana viene salvato: Matteo Renzi. La simpatia di Berlusconi per il sindaco di Firenze non è nuova, è invece inedito il momento in cui viene rilanciata: a tre settimane dal voto. “Matteo Renzi mi piace molto. E’ capace di presentarsi al pubblico in modo ironico e spiritoso diversamente da quelli della sinistra“, ha sottolineato Berlusconi. aggiungendo: ”A me Matteo piace. Se fosse sceso in campo non lo so se mi sarei candidato. Mi sarebbe piaciuto un cambio generazionale, un confronto Renzi-Alfano”.

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