L'annuncio

Il Papa si dimette. Betori: accoglienza nell’obbedienza

di Redazione - - Cronaca

benedetto XVI si dimetterà il 28 febbraio

benedetto XVI si dimetterà il 28 febbraio

FIRENZE – Il Papa Benedetto XVI si dimetterà dal suo incarico il 28 febbraio. Un fatto quasi unico nella storia del Vaticano. Il papa ha indicato il 28 febbraio per il termine del pontificato e chiesto che si indica un conclave per l’elezione del successore. In passato solo San Clemente I, Celestino V e Gregorio XII hanno deciso di abdicare.

“Accoglienza nell’obbedienza per la decisione del Papa come per tutte le decisioni e scelte che egli ha compiuto nel suo ministero pietrino, senso di smarrimento proprio nella consapevolezza di quanto questo Papa ha donato alla Chiesa e al mondo in tempi così difficili, in continuità con i suoi predecessori ma anche con accenti originali e di grande profondità culturale e di fede”. Questo il pensiero del Cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, presente oggi al Concistoro nel quale il Papa Benedetto XVI ha annunciato la propria decisione.

“L’annuncio di Benedetto XVI ci lascia attoniti e sbigottiti, come tutti i cristiani. Siamo vicini al Papa nella preghiera, con tutta la Chiesa, dopo questa decisione che certamente, come Lui stesso ha detto, ha ponderato a lungo e che certamente non e’ stata facile da prendere”, afferma Roberto Trucchi, presidente della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, secondo il quale bisogna “ringraziare Benedetto XVI per il grande servizio che ha reso alla Chiesa”.

Ecco l’annuncio di stamani poco prima di mezzogiorno.

Carissimi Fratelli,

vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio. (Benedetto XVI)

 

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