Il Tar tornerà a esprimersi il 21 marzo

Mercato di San Lorenzo, la storia infinita

di Giulia Ghizzani - - Cronaca

Si è arenata, negli ultimi mesi, la questione della riorganizzazione del mercato di San Lorenzo (autore: Freepenguin fonte: Wikipedia)

Si è arenata, negli ultimi mesi, la questione della riorganizzazione del mercato di San Lorenzo (autore: Freepenguin fonte: Wikipedia)

FIRENZE – Sembrava che tutto fosse già scritto e invece è ancora lontana una soluzione per il mercato di San Lorenzo. La diatriba tra l’amministrazione comunale e i venditori ambulanti sul futuro assetto della zona va avanti ormai da diversi mesi ma negli ultimi tempi la discussione pare essersi decisamente arenata.

“E’ tutto fermo, e noi non sappiamo ancora che fine faremo: non abbiamo certezze sul nostro percorso lavorativo”, rimarcano con rammarico i commercianti di piazza San Lorenzo. La speranza, per tutti, è quindi rappresentata dal prossimo 21 marzo, quando il Tar tornerà ad esprimersi sullo spostamento dei banchi annunciato, più volte, da Palazzo Vecchio. Nel frattempo, tutto tace.

Ma facciamo un passo indietro, perché la questione “San Lorenzo” risale a molto tempo fa. Basti pensare che già l’83esimo punto del programma elettorale di Matteo Renzi (100 punti per Firenze) affrontava, infatti, la questione controversa della riqualificazione dell’area e avanzava tutta una serie di ipotesi per il miglioramento delle condizioni della zona. “Il mercato degli ambulanti – recitava, non a caso, il documento del rottamatore – dovrebbe essere coinvolto nel processo di recupero urbano, attraverso una adeguata selezione delle merci di qualità e dell’assetto estetico, dell’esposizione della merce e con adeguate politiche di sostegno a coloro che scelgono la qualità”. Obiettivi ambiziosi, che la giunta renziana (in teoria) avrebbe voluto attuare liberando, al contempo, proprio piazza San Lorenzo e facendo traslocare ben 84 banchi dalla loro storica sistemazione. Picche, però, è stata da subito la risposta dei commercianti.

Una svolta, dopo mesi di tensione e accesi botta e risposta tra le due parti, sembrava potesse arrivare alla fine del 2011, con l’approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera sulla riorganizzazione di San Lorenzo. In quell’occasione – con 31 voti a favore e 9 contrari -, l’assemblea ha sottoscritto il testo che prevedeva, tra le altre cose, anche il trasferimento entro il 15 aprile 2012 dei banchi presenti su ogni lato della Basilica. “Quella è stata una giornata tremenda”, ricorda Puyan Rezi, giovane ambulante del mercato. “Noi, però, non ci siamo fermati: abbiamo fatto ricorso al Tar, che ci ha negato purtroppo la sospensiva, e dopo ci siamo appellati al Consiglio di Stato. Questo ha rinviato la questione, per un approfondimento, di nuovo al Tar, che tornerà a pronunciarsi il 21 marzo prossimo”, rimarca Rezi.

Di accettare di spostarsi in toto, però, non se ne parla. “Qualora il Tar dovesse nuovamente darci tarto, torneremo in Consiglio di Stato. Adesso siamo fiduciosi, anche se la speranza è di trovare un accordo col Comune. Il tema del lavoro non può essere risolto dai giudici e noi siamo disponibili a discutere per trovare una soluzione definitiva che possa accogliere anche le nostre istanze“, ripete l’ambulante.

A questo proposito, negli ultimi tavoli di confronto con l’amministrazione, gli esercenti hanno presentato un progetto dettagliato, studiato assieme ai rappresentanti di categoria e in grado, sostengono, di andare nella direzione auspicata dalla giunta comunale.

Tra i principali punti inseriti, la realizzazione del banco architettonico compatibile con le esigenze delle piazze (per un investimento totale, a carico degli ambulanti, di oltre 5 milioni di euro), la riduzione delle misure del banco (così da concedere maggiore visibilità ai negozi e liberare la facciata della Basilica, oltre all’ingresso delle Cappelle Medicee), e la riqualificazione di piazza del Mercato Centrale.

“Questa verrebbe pedonalizzata e restituita, come centro culturale e di intrattenimento, ai cittadini. Purtroppo, la trattativa con Palazzo Vecchio è ferma da settembre. Ci auguriamo quindi che, quanto prima, l’iter di discussione riparta e che la vicenda possa essere chiusa senza l’intervento dei giudici. Firenze – termina Rezi – ha bisogno di ritrovare vitalità nel commercio e può farlo anche grazie a San Lorenzo”.

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Giulia Ghizzani

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Giornalista

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