Nastasi: “Per il Maggio ci vuole Mandrake”

Salvatore Nastasi
Salvatore Nastasi
Salvatore Nastasi

FIRENZE – Basta una “capatina” in città di Salvatore Nastasi (direttore generale per lo spettacolo dal vivo per il Ministero dei Beni Culturali) per una lezione di Eunomiamaster a Firenze, e subito riprende la polemica sul Maggio Musicale Fiorentino, recentemente commissariato a causa della disastrosa situazione dei bilanci.

Secondo Nastasi, infatti, il commissariamento del Maggio Musicale Fiorentino ”non è derivato da politiche di personale ma da politiche di bilancio: se il commissario è Mandrake (cioè un mago, ndr) e risolve tutti i problemi non ha certo bisogno di toccare il personale, ma questa è una sua scelta, ne parliamo fra sei mesi”.

Nastasi, che del Maggio è già stato commissario straordinario nel 2005 e attualmente lo è del San Carlo di Napoli, confrontando la sua esperienza partenopea con quella dell’attuale commissario del Maggio, Francesco Bianchi, ha poi aggiunto: ”Ho immediatamente affidato una perizia sui conti, e ho tirato una linea tra i bilanci precedenti e i bilanci futuri, perché l’amministrazione controllata é comunque un periodo straordinario e particolare. E poi, soprattutto, comincerei non col cappello in mano ma, dall’alto del ruolo di commissario straordinario del Maggio, farei capire agli enti territoriali e ai privati che devono contribuire di più per il loro teatro”.

A onor del vero, a opporsi al commissariamento del Maggio, nell’estate 2011, fu proprio Nastasi che concesse una sorta di “proroga” al presidente della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, il sindaco Renzi, per cercare di ripatrimonializzarla.

La legge impone infatti che una fondazione lirica, qualora la somma dei deficit di due bilanci consecutivi superi il 30% del patrimonio, debba essere commissariata. Questo poteva avvenire già nel 2012 (anche se esisteva una richiesta da parte dei sindaci revisori del Maggio già nel luglio 2010), ma Nastasi e Renzi preferirono attendere.

Per quanto concerne l’invito di Nastasi agli enti territoriali affinché contribuiscano di più per il Maggio, gioverà ricordare che Regione, Provincia e Comune annualmente versano nelle casse di via Solferino rispettivamente 3,4 milioni, 3,5 milioni e un milione, ai quali vanno aggiunti, circa 4 milioni provenienti da altro soci pubblici e privati.

Nel caso della Regione, inoltre, di recente sono stati stanziati altri 21 milioni di euro (che vanno ad aggiungersi agli iniziali 40 della Regione Stessa e ai 36 del Comune) per il completamente del nuovo Teatro del Maggio. Immaginare che gli enti territoriali – nel perdurante clima di tagli alla cultura – possano aumentare il proprio contributo al Maggio, senza sacrificare ulteriormente altre istituzioni culturali, sembra davvero difficile.

Maggio Musicale, renzi

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