Dal 1 marzo in vigore le nuove norme: tariffe a "peso d'oro"

Bus turistici, fino a 400 euro al giorno per entrare a Firenze

Calo del 4,2% della domanda nazionale, aumento del 4,7% delle presenze straniere
Bus turistici, tariffe "a peso d'oro" per entrare a Firenze
Bus turistici, tariffe “a peso d’oro” per entrare a Firenze

FIRENZE – Fino a 400 euro al giorno per entrare a Firenze. E’ questa la cifra (secondo molti eccessiva) che alcune categorie di bus turistici debbono versare per poter caricare e scaricare i visitatori stranieri in città. Una somma cospicua, considerando che spesso il tempo reale trascorso dai pullman nelle strade del capoluogo si riduce a una manciata di ore. Eppure queste sono le tariffe e non resta altro da fare che corrispondere il “balzello” al Comune. “Si paga meno a Parigi e si hanno più servizi”, tuona uno dei tanti autisti in arrivo sul Lungarno Pecori Giraldi.

I nuovi costi riservati ai bus turistici per l’ingresso in città sono entrati in vigore il 1 marzo scorso. Sul sito di Sas (Servizi alla Strada) è possibile consultare il nuovo disciplinare relativo alla Ztl Autobus e scaricare l’apposito documento contenente le indicazioni sui contrassegni e le somme dovute. Appena aperto l’allegato, ecco però la “sorpresa”: le tipologie di contrassegno vanno dalla lettera G alla lettera T e si differenziano tra loro in base, principalmente, alle zone di transito dei mezzi. A ogni contrassegno corrispondono poi le rispettive tariffe, formulate non solo in relazione alla lunghezza del veicolo (superiore o inferiore a 8 metri) ma anche in base alle fasce di appartenenza dei motori (elettrici, metano, Euro 0/1/2/3, Euro 4, Euro 5/6).

Prendendo ad esempio il contrassegno G – che consente la circolazione nella Ztl ma non nel centro storico “salvo specifica indicazione stabilita nel contrassegno”, e che garantisce la salita e discesa dei passeggeri per la visita del centro storico nelle fermate del Lungarno Pecori Giraldi, piazzale Michelangelo, viale Ariosto e viale Strozzi – si scopre che i mezzi superiori a 8 metri ed Euro 0/1/2/3 debbono pagare all’amministrazione al giorno 400 euro per entrare a Firenze (somma ridotta a 320 euro, nel caso in cui il contrassegno venga acquistato online). Lo stesso avviene, per citarne altri, anche per il permesso di tipo M: i bus oltre gli 8 metri Euro 0/1/2/3 sono costretti a sborsare al giorno 400 euro, ma i prezzi non sembrano diminuire di molto neppure per i bus (sempre oltre 8 metri) Euro 4 ed Euro 5, obbligati a versare rispettivamente 275 euro e 250 per sole 24 ore.

Palazzo Vecchio, qualche mese fa, giustificava la rimodulazione dei costi per i bus turistici così: “Abbiamo bisogno di controllare l’inquinamento atmosferico e l’incidenza sul traffico cittadino, e di poter governare i flussi dei visitatori che arrivano a Firenze – spiegava l’assessore Giachi – Poi c’è bisogno di razionalizzare gli accessi e di scoraggiare quei mezzi, soprattutto quelli superiore agli otto metri, che intralciano il traffico nel centro storico. Infine c’è bisogno di rendere più snella l’organizzazione del servizio di rilascio dei ticket. Per rispondere a questo insieme di bisogni si è prevista la delibera approvata oggi (il 10 settembre, ndr), che offre una serie di criteri, oltre a prevedere tariffe ridotte per i mezzi meno inquinanti, per quelli che trasportano turisti che soggiornano in città e le scolaresche in gita durante la bassa stagione”.

Il comparto, ad ogni modo, sembra risentire della pressione economica e anche i consiglieri chiedono al Comune di rivedere il tutto. “Al solito, si disincentiva il turismo a Firenze: questi costi eccessivi ricadono infatti sui passeggeri dei mezzi e non danno ossigeno a un settore fondamentale per l’economia della nostra città”, tuona Alberto Locchi della Lista Galli. “La cosa che ci premeva era portare le tariffe a prezzi competitivi: in un momento di crisi e difficoltà questo era fondamentale. Va bene premiare i mezzi più “ecologici” ma certe cifre non sono accettabili”, conclude il ragionamento il consigliere del Pdl Jacopo Cellai.

palazzo vecchio, Turismo


Giulia Ghizzani

Giornalista

Commento

  • Se veramente fossero interessati all’eccessivo traffico e inquinamento l’amministrazione avrebbe potuto istituire un servizio di navetta no stop con bus elettrici per coprire il breve tratto urbano che i bus devono percorrere per raggiungere i punti di carico e scarico. Senza considerare che con l’attuale situazione i bus sono costretti a consumare ulteriore carburante per cercare un parcheggio inesistente.

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