Quando la Thatcher venne a Firenze per combattere il terrorismo. E vedere il Corridoio Vasariano

Margaret Thatcher (1925-2013)
Margaret Thatcher (1925-2013)
Margaret Thatcher (1925-2013)

FIRENZE – Con la scomparsa oggi di Margaret Thatcher (nata Margaret Hilda Roberts il 13 ottobre 1925, nominata nel 1990 Baronessa Thatcher di Kesteven e conosciuta anche come la Lady di ferro) se ne va una grande amante di Firenze.

Negli anni Ottanta il terrorismo stava ancora dilaniando l’Europa. Per questo Italia e Gran Bretagna raggiunsero a Londra un accordo per un nuovo trattato di estradizione che doveva agevolare la cattura dei terroristi.

Il nuovo trattato venne firmato il 12 marzo 1986 a Firenze dal presidente del consiglio italiano, Bettino Craxi, e dall’allora premier britannico, Margaret Thahtcer, in occasione del vertice anglo-italiano che ebbe il suo apice in una serie di incontri a Palazzo Pitti.

Le trattative si svolsero su tavoli appositamente disposti sotto le volte affrescate del Museo degli Argenti. Insieme ai due capi di governo anche il ministro degli esteri Geoffry Howe, che accompagnò la Thatcher e l’omologo italiano Giulio Andreotti.

Firenze fu scelta stata scelta come sede del vertice perché quell’anno la città era stata eletta “Capitale della cultura”, ma anche per espresso desiderio della signora Thatcher, che aveva chiesto più volte di visitarla.

I temi che furono affrontati nel vertice si concentreranno principalmente sulle ultime fasi del dialogo Est-Ovest, sulla distensione e sulla situazione economica mondiale in vista del vertice del G7 che si doveva tenere di lì a poco Tokyo. Era, infatti, il periodo del disarmo, di Ronald Reagan e di Michail Gorbaciov.

Tra le novità del vertice di Firenze ci fu anche la firma di un memorandum di intenti per l’aviazione civile, che introdusse nuove regole per il trasporto aereo tra i due Paesi, una sorta di trattato di Shengen ante-litteram.

La Lady di Ferro approfittò del vertice anche per visitare il Corridoio vasariano e la Galleria degli Uffizi. Subito prima, per pranzo, nella Sala delle Nicchie di Palazzo Pitti, la Thatcher mangiò salame e fettunta con fagioli, sedanini agli asparagi, stracotto alla toscana e torta della nonna. 

Il giro turistico del primo ministro inglese durò circa un’ora: dopo il vertice di Stato, scortata dagli agenti di Scotland Yard chiese di seguire la strada che i Medici fecero costruire da Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio attraverso il Corridoio vasariano e la Galleria degli Uffizi. In quella passeggiata potè ammirare i quadri di Leonardo, Filippino Lippi e la Primavera di Botticelli, fino alla Sala di Clemente VII, allora come oggi ufficio del sindaco di Firenze.

Margaret Thatcher con Bettino Craxi
Margaret Thatcher con Bettino Craxi

 

Le cronache dell’epoca riportano anche qualche battuta della Thatcher: “Come fa a concentrarsi con tante cose intorno, con tutte queste battaglie“, disse la lady di Ferro al sindaco fiorentino. “Mi servono per combattere le mie“, rispose a tono Bogianckino. Il premier inglese ricevette in dono un libro sui disegni di Michelangelo e un fiorino d’oro. In cambio la Lady di ferro donò a Bogianckino un volume di Elisabeth Barret Browning, poeta inglese che nell’800 visse a lungo in riva all’Arno.

La Thatcher, prima di ripartire per Londra dove l’attendeva una cena di Stato, ebbe anche il tempo di firmare l’albo d’onore di Palazzo Vecchio e degli Uffizi. Al centro di grandi contestazioni in patria, la Thatcher fu aspramente criticata anche a Firenze. E un consigliere comunale di allora, Giorgio Del Plato degli Amici della Bicicletta, arrivò a fare una singolare richiesta a Bogianckino: mostrare il sedere nudo all’arrivo della Lady di ferro come risposta a una polemica dell’epoca incentrata su un manuale di cui erano dotati gli agenti di polizia britannici che, secondo gli oppositori, forniva una sorta di classificazione razziale per gli accusati dei reati. Ovviamente, Bogianckino ignorò l’invito. E la Thatcher potè conservare uno splendido ricordo della capitale mondiale del Rinascimento.

Leggi il discorso che Margaret Thatcher pronunciò a Palazzo Pitti per il vertice anglo-italiano il 12 marzo 1986 tradotto da Stefania Ressa. Il discorso ufficiale in inglese è reperibile sul sito della Fondazione Thatcher. Leggi anche la trascrizione della conferenza stampa della Thatcher e di Craxi quel giorno a Palazzo Pitti.

“E’ sempre un piacere venire in Italia per i nostri incontri periodici, ma venire a Firenze è l’ambizione di una vita. Non ci sono altre città nel mondo la cui storia è costituita da talenti così imponenti.

L’appello dei nomi fiorentini – Dante, Petrarca, Boccaccio, Leonardo da Vinci e Michelangelo; Machiavello e Galileo; la generazione della famiglia dei Medici che ha governato la città – è l’elenco dei ‘giganti’ della civiltà italiana ed europea.

Firenze non è mai stata modesta e mai ha avuto bisogno di esserlo. Il vernacolo fiorentino è diventato la lingua italiana. La moneta fiorentina è stata utilizzata in tutto il mondo civilizzato ed è apparsa in Gran Bretagna come fiorino; il più grande navigatore di Firenze – Amerigo Vespucci – ha dato il suo nome a due continenti.

A coloro che oggi aspirano a dare un piccolo contributo alla storia, dico che Firenze dà un senso di proporzione e di umiltà.

Conosco perfettamente il lungo legame tra la Gran Bretagna e Firenze.

Un console britannico ha risieduto qui fin dal quindicesimo secolo.

La moglie di Bonnie Prince Charlie ha la sua tomba in una delle vostre chiese.

Florence Nightingale è nato qui ed Elizabeth Barrett Browning giace in un cimitero fiorentino.

Recentemente abbiamo istituito il British Institute, che conserva un’alta reputazione per il famoso metodo che utilizza per insegnare l’inglese e l’italiano.

Ogni anno migliaia e migliaia di persone del nostro Paese vengono qui e non c’è dubbio che molte di più ne verranno quest’anno quando la città si presenterà come la Capitale culturale d’Europa.

Riteniamo, dunque, signor Primo Ministro (Bettino Craxi), che questo magnifico palazzo (Pitti) sia il luogo più consono per tenere le nostre consultazioni periodiche.

Capisco che il primo signore Pitti fu un banchiere, il che conferma in me l’idea che io sia dalla parte sbagliata.

Abbiamo avuto alcune discussioni molto utili riguardo le principali questioni bilaterali e internazionali.

Sul fronte bilaterale, siamo stati capaci di firmare due importanti accordi e delle note grazie all’approvazione della nostra sempre più stretta collaborazione che si inserisce in una vasta gamma di progetti industriali e scientifici, inclusi – sono lieta di dire – gli elicotteri.

Sul fronte internazionale abbiamo toccato i problemi delle relazioni tra Est e Ovest e quello che riguarda il controllo degli armamenti, sul Medio Oriente e sulla Comunità Europea.

Se dobbiamo spendere meno tempo su questo ultimo tema rispetto a quello che abbiamo fatto nei nostri incontri precedenti, posso solo dire che lo considero un buon segno e la prova che la Comunità europea funziona meglio.

Sono stata in grado, Primo Ministro, di dirle qualcosa in merito ai nostri obiettivi quando abbiamo assunto la presidenza quest’anno.

Abbiamo anche cercato una più stretta collaborazione contro il terrorismo, che ha recentemente toccato questa città, con l’assassinio del suo illustre ex sindaco. Signor Primo Ministro, vi è una speciale amicizia tra la Gran Bretagna e l’Italia , un’amicizia che si è dimostrata abbastanza solida per sopportare alcune battute d’arresto; pensiamo ancora con dolore ai tragici eventi allo stadio Heysel di Bruxelles dello scorso anno. Credo che il nostro incontro di oggi non solo abbia prodotto risultati concreti utili, ma abbia anche ulteriormente rafforzato l’affetto e la considerazione che la Gran Bretagna e Italia hanno l’una per l’altra.

Mi consenta di brindare, signor Primo Ministro, al suo governo e al futuro di questa amicizia.”

(Margaret Thatcher, Firenze, 12 marzo 1986)

Traduzione Stefania Ressa

uffizi

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