Scontro sul congedo di una dirigente

A Pistoia scoppia il caso “maternità” in Comune

di Redazione - - Politica

Il sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli

Il sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli

FIRENZE – La maternità di un’alta dirigente comunale ha creato un vero e proprio caso a Pistoia. Nel mirino il sindaco Pd Samuele Bertinelli, che proprio della parità di genere ha fatto un battaglia politica fino a comporre una giunta quasi esclusivamente di donne.

In questo caso però la sensibilità è stata diversa. Almeno secondo la dirigente comunale in maternità alla quale erano arrivate voci (da persone giudicate attendibili) di critiche da parte del sindaco rispetto alla sua richiesta di congedo. In particolare, l’accusa sarebbe stata di aver avvisato del congedo troppo tardi l’amministrazione, mettendo gli uffici in difficoltà.

La dirigente, sentendosi lesa nella reputazione e nella dignità, aveva scritto una lettera direttamente al primo cittadino, che aveva replicato riconfermandole la stima per il lavoro svolto, ma al tempo stesso ricordando le critiche che la dirigente avrebbe fatto in passato all’operato della giunta.

Insomma, il caso invece di sgonfiarsi e trasformarsi solo in un malinteso è andato avanti, tanto da coinvolgere la Consigliera di parità, organo istituito in Provincia proprio per dirimere controversie legate alla condizione femminile. L’udienza si è tenuta oltre un mese fa con la conclusione che la dirigente non dovrà perdere il proprio posto di responsabilità nell’amministrazione comunale, concordando con il Comune i futuri tempi di lavoro.

Il caso è stato riportato stamani dalle cronache locali di Tirreno e Nazione. E immediata è stata  la reazione dell’opposizione, tanto più che il Pdl in consiglio comunale è guidato da Anna Maria Celesti, presidente della consulta sanità per il partito regionale e chirurgo ginecologo di professione.

“I fatti ancora una volta smentiscono le parole: le istituzioni, a partire dal nostro sindaco, si dichiarano sempre dalle parte delle donne, per la tutela dei loro diritti, ma all’atto pratico quanto è accaduto alla dirigente del Comune costretta a ricorrere alla consigliera di parità, dimostra ancora una volta che siamo ben lontani dall’aver superato il problema delle pari opportunità”, ha sottolineato Anna Maria Celesti. “La gravidanza e più in generale la maternità continua ad essere oggetto di discriminazione per le donne lavoratrici nonostante che nei programmi di governo si sbandierano politiche di genere”, sottolinea Celesti, aggiungendo che “i temi legati alla flessibilità, orario e quanto necessario per conciliare vita lavorativa e vita familiare rimangono ancora fonte di generico pregiudizio e discriminazione nei confronti delle donne”.

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