Lo sostengono i sindacati dopo l’incontro con il commissario

Maggio Musicale, volontà di liquidazione

di Redazione - - Cronaca

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L'ipotesi della liquidazione è ancora quella prevalente per il Maggio Musicale

L’ipotesi della liquidazione è ancora quella prevalente per il Maggio Musicale

FIRENZE – La volontà, soprattutto quella del commissario straordinario, è quella di procedere alla liquidazione del Maggio Musicale fiorentino. E’ quanto emerso dall’incontro odierno tra i sindacati confederali e il commissario dell’ente lirico Francesco Bianchi. «Siamo di fronte, in tutta evidenza, alla volontà ferrea di spingere per l’ipotesi della liquidazione del Maggio fino in fondo» racconta Paolo Aglietti della Cgil. Chiede «un repentino cambio della gestione commissariale» la Uil che esprime anche il timore che il consuntivo di bilancio 2012 sia stato costruito proprio per suffragare la tesi che l’unica soluzione è la liquidazione. Cgil e Uil, insieme alla Cisl, replicano alle dichiarazioni dei giorni scorsi del sindaco Matteo Renzi secondo il quale al Maggio «si sono assunti 48 amministrativi senza concorso, quando ne bastavano 6».

«Nessuna chiamata nominativa, nessun contratto a chiamata diretta che non ha preso parte e superato il processo di selezione, oltre alle funzioni di staff, con varie tipologie contrattuali, sono 5 dipendenti a tempo determinato fra gli amministrativi, alcuni assunti ed utilizzati su mansioni coperte da personale esistente, voluti dalla precedente sovrintendente Francesca Colombo scelta dal sindaco di Firenze, e circa 2/3 tecnici assunti a tempo determinato, per esaurimento graduatorie, sotto la conduzione del commissario straordinario» incalzano Cgil, Cisl e Uil.

E’ intervenuto anche il Governatore Enrico Rossi. «Mentre aspetto che il commissario Bianchi mi invii due carte su cui fare una valutazione basata su cifre e analisi precise, leggo che continua a dichiarare la sua irremovibile volontà di procedere alla liquidazione della Fondazione del Maggio Fiorentino. Una grande questione politica».

Quindi Rossi lancia un avviso: «Noi come Regione Toscana abbiamo un buon nome che non vogliamo venga in nessun modo messo in discussione, o anche soltanto macchiato da iniziative che giudichiamo non sufficientemente valutabili nelle loro conseguenze, o poco chiare nei percorsi da compiere. La Regione Toscana si onora di aver sempre pagato i suoi debiti verso i fornitori e di aver regolarmente rimborsato i ratei alle banche, sia quando si trattava di debiti propri, sia di quelli di aziende, enti e società collegate. Intendo continuare così anche nel futuro». Insomma, una «figuraccia planetaria» che Rossi vorrebbe assolutamente evitare.

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