Firenze, Renzi firma la Carta Sprecozero

La firma della Carta Sprecozero
La firma della Carta Sprecozero
La firma della Carta Sprecozero

FIRENZE – Il Comune di Firenze, con l’adesione ufficiale del sindaco Matteo Renzi, aderisce a Carta SprecoZero, il decalogo di buone pratiche contro gli sprechi alimentari, idrici, energetici sottoscritto ad oggi da oltre 1000 Comuni italiani, fra i quali Milano, Torino, Bologna, Venezia, Trieste e i 64 Comuni virtuosi. Renzi ha firmato questa mattina la Carta alla presenza del presidente di Last Minute Market Andrea Segrè e del sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti.

«Questa firma -dice il sindaco Renzi- è molto significativa perché permette di compiere una vera e propria operazione culturale contro gli sprechi, in primis quello alimentare, che sono una delle più grandi ingiustizie del nostro tempo. E’ una vergogna che il Pianeta produca cibo per 12 miliardi di persone contro i sette miliardi di abitanti e ogni giorno 20 mila persone muoiano nell’indifferenza e un miliardo e mezzo siano malnutriti. Nessuno ha una bacchetta magica ma è un dovere della politica combattere contro questa ingiustizia. A Firenze -aggiunge il sindaco- ci stiamo dando da fare: abbiamo investito in raccolta differenziata e adesso siamo al 48% anche se non ci basta. Facciamo molta educazione nelle scuole. Con la Mercafir recuperiamo 260 tonnellate di cibo per aiutare 500 famiglie bisognose al giorno».

Con la sottoscrizione di Renzi, prende il via Sprecozero.net, la rete dei sindaci che hanno aderito a Carta Spreco Zero, coordinata dal Comune di Sasso Marconi e che si propone di mettere in rete tutte le best practice in politiche anti-spreco e di agire prevalentemente su quattro aree: acqua, energia, rifiuti e mobilità.

Lo spreco alimentare è un paradosso contemporaneo: da una parte vi è la necessità di aumentare la produzione di alimenti almeno del 70% nei prossimi anni per nutrire una popolazione che conterà 9 miliardi di persone nel 2050; dall’altra nel mondo si spreca più di un terzo del cibo prodotto. Se si potessero recuperare tutte le perdite e gli scarti, si potrebbe dare da mangiare a metà della popolazione mondiale: 3,5 miliardi di persone. L’Unione Europea, con 180 kg pro capite e l’Italia con 149 kg, risultano sopra la media dei Paesi sviluppati. In Italia il 42% del totale degli sprechi avviene all’interno delle mura domestiche: si tratta, in peso, del 25% della spesa e rappresenta lo 0,96% del pil.

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