L’Ue impone un aumento di capitale di 2,5 mld entro il 2014

Mps, l’Unione europea marginalizza la Fondazione

di Redazione - - Economia

La sede di Rocca Salimbeni del Monte dei Paschi di Siena

La sede di Rocca Salimbeni del Monte dei Paschi di Siena

SIENA – A luglio l’amministratore delegato di Mps Viola aveva lanciato l’avvertimento parlando di una banca che non sarebbe più potuta appartenere a Siena, perché sul territorio non c’erano le risorse per l’aumento di capitale, ed allora si parlava soltanto di 1 mld. Ora che l’aumento di capitale da fare, entro il 2014, è salito a 2,5 miliardi, la presa del territorio senese sulla banca rischia di essere nullo. La Fondazione Mps, principale azionista della banca, possiede il 33,5% del Monte ma è in pegno alle banche a garanzia di un debito di 350 milioni che costa circa 20 milioni all’anno. La Fondazione ha sempre meno voce in capitolo ed è legata ai destini della Borsa. Se il titolo dovesse salire, e di molto, forse l’ente senese riuscirà a conservare una quota ancora significativa nel capitale della banca, altrimenti scenderà a percentuali forse ininfluenti. Ed il titolo oggi che è sceso del 2,82% a quota 0,21 euro.

Il problema a questo punto sarà trovare chi compra i titoli Mps. Sia Viola e sia Profumo, presidente della Banca, hanno detto di preferire investitori finanziari piuttosto che un socio bancario. Chissà se ora che l’asticella è salita a 2,5 miliardi, non possa diventare praticabile una soluzione di un aumento di capitale rivolto al pubblico indistinto, per dare vita ad public company. Mercoledì è in programma il Cda della Banca per un primo esame sugli aggiustamenti del piano industriale richiesti da Bruxelles: riduzione del rischio di mercato sui Btp e sui derivati e nuovi risparmi sui costi che potrebbero preludere a nuove riduzioni del personale e alla chiusura di altre filiali, oltre alle 400 decise. Il 24 nuova riunione del Cda per l’approvazione del piano da trasmettere a Bruxelles. Come ha detto lo stesso Commissario Ue, Joaquim Almunia, l’agognato via libera ai 4 miliardi di aiuti governativi (Monti-bond) arriverà entro due mesi. Poi, entro il prossimo anno, ci sarà la ricapitalizzazione, se non fosse possibile la banca senese sarà nazionalizzata.

Si è arrivati all’accelerazione: al Monte dei Paschi viene richiesto di trovare, entro il 2014, 2,5 miliardi da destinare al rimborso di una cospicua parte dell’intero aiuto di stato (4 miliardi). L’accelerazione impressa da Bruxelles si è limitata a certificare l’incapacità della banca a sostenere una spesa annua per gli interessi sui Monti-bond pari a 350 milioni all’anno. In pratica, già come avvenuto nel caso greco, si è riconosciuto che la cura rischiava di uccidere il malato e così la nazionalizzazione è diventata una prospettiva praticabile nell’immediato.

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