Serve il via libera del cda senese

Mps, l’Ue termina il confronto sul piano di salvataggio della banca

di Redazione - - Cronaca, Economia

Mps, Ue e Italia hanno terminato il confronto sul piano di ristrutturazione della banca

Mps, Ue e Italia hanno terminato il confronto sul piano di ristrutturazione della banca

SIENA – Roma e Bruxelles hanno chiuso le discussioni sul piano di ristrutturazione di Mps e si attende ora che il Tesoro italiano, dopo il passaggio al cda di Siena, invii l’ultima definitiva copia del documento per poter ottenere il via libero dalla Commissione in poco tempo. A Siena si attende l’arrivo delle carte della Ue per poter andare avanti. «Non abbiamo ancora comunicazioni ufficiali»  ha detto a caldo l’ad Fabrizio Viola non esprimendosi se verrà convocato un cda ad hoc per l’approvazione nei prossimi giorni, prima di quello in agenda il 14 ottobre.

Le dichiarazioni di Bruxelles superano l’impasse di fine settembre che aveva visto il cda di Siena rimandare l’approvazione per via di alcuni aspetti da chiarire nell’accordo siglato a metà mese fra il commissario Ue Almunia e il ministro Saccomanni. Accordo giunto dopo i primi segnali positivi espressi da Almunia al Forum Ambrosetti di inizio settembre superando i problemi riscontrati nella prima versione inviata a giugno. La Commissione, per dare il via libera ai Monti Bond da 4 miliardi di euro segue lo schema utilizzato in altri casi di aiuti pubblici a banche in difficoltà imponendo un severo piano di rientro basato, su riduzione dei costi, cessione di asset non strategici, non distribuzione di utili, limitazione dei bonus.

I principali punti su cui si fonda il piano sarebbero il maxi aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro, che sancirà la forte diluizione dell’azionista Fondazione Mps e una ulteriore razionalizzazione dei costi che i sindacati temono si traduca in forti tagli ai posti di lavoro. Nel piano ci sarebbe anche una limitazione delle retribuzione dei manager.

I tecnici di Bruxelles e il governo hanno quindi terminato la discussione su tutti i punti rimasti ancora aperti, trovando un accordo sia sui principi che sui dettagli. Adesso restano solo gli aspetti formali da concludere: l’Italia, dopo aver ricevuto la comunicazione della Commissione e il via libera del consiglio di Mps, deve riscrivere il piano in bella copia, inglobando le modifiche di queste ultime settimane, e notificarlo a Bruxelles.

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