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Licio Gelli, l'ex venerabile della Loggia P2

La Guardia di Finanza sequestra ad Arezzo la villa di Licio Gelli

Licio Gelli, l'ex venerabile della Loggia P2
Licio Gelli, l’ex venerabile della Loggia P2

AREZZO – La Guardia di finanza ha eseguito sulle colline di Arezzo il sequestro preventivo di villa Wanda, residenza dell’ex venerabile gran maestro della loggia P2 Licio Gelli. Il provvedimento sarebbe stato adottato nell’ambito di un’inchiesta per reati fiscali, nella quale Gelli è indagato con la moglie Gabriella Vasile, i figli Maurizio, Maria Rosa e Raffaello, e un nipote, Alessandro Marsilli. L’inchiesta riguarda tasse non pagate da parte della famiglia di Licio Gelli per 17 milioni di euro.

Licio Gelli in una delle stanze della sua villa
Licio Gelli in una delle stanze della sua villa

Nonostante il sequestro, Licio Gelli continuerà a vivere a Villa Wanda. Il sequestro della dimora non comporta infatti lo sgombero dell’edificio da parte di Gelli e della seconda moglie Gabriella.

Il sequestro di Villa Wanda è stato disposto dal gip di Arezzo Annamaria Loprete su richiesta del pm Roberto Rossi ed eseguito dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo. Adagiato sulla collina di Santa Maria delle Grazie il complesso è composto da due fabbricati, per un totale di 32 vani, con annessi piscina e locale serra, e da terreni agricoli della superficie complessiva di 11.150 metri quadrati.

Villa Wanda, la dimora di lusso di Licio Gelli
Villa Wanda, la dimora di lusso di Licio Gelli

Gelli avrebbe tentato di vendere fittiziamente villa Wanda a una società terza per non pagare le imposte dovute allo Stato ed evitare che Equitalia la potesse pignorare. L’ex gran maestro è indagato dalla procura di Arezzo per reati fiscali e sottrazione fraudolenta di 17 milioni di euro di imposte dai redditi.

Nel 1998 l’Agenzia delle Entrate di Arezzo entrò in possesso di un testamento olografo di Licio Gelli, trovato da autorità di polizia giudiziaria francesi: qui hanno radice gli accertamenti che hanno portato ora al sequestro di Villa Wanda. Il testamento attestava sue significative disponibilità patrimoniali in territorio estero, nonché di documentazione comprovante il sostenimento di spese a favore dei tre figli, Raffaello, Maria Rosa e Maurizio, per rilevantissimi importi, ben superiori ai redditi dichiarati. Da qui derivano contestazioni di omessi pagamenti di imposte sui redditi e di registro, che, dopo i ricorsi vinti dall’Amministrazione Finanziaria davanti alle Commissioni Tributarie, sono stati quantificati in cartelle esattoriali nei confronti di Licio Gelli per 8,8 milioni di euro, del figlio Maurizio per 7,2 milioni, della figlia Maria Rosa per 1,1 milioni e del primogenito Raffaello per 500 mila euro.


Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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