L'antica farmacia in piazza san Giovanni

Storia di Firenze: la spezieria del Saracino

di Luciano Artusi - - Cultura, Lente d'Ingrandimento

Farmacia del Moro

La Farmacia del Moro già Spezieria del Saracino in piazza San Giovanni a Firenze

In Piazza San Giovanni, all’angolo con borgo San Lorenzo una delle strade più caratteristiche di Firenze, precisamente di fronte alla Torre de’ Marignolli, c’è una delle più antiche farmacie della città, un tempo spezieria del Saracino o del Moro.

Fu gestita nel Cinquecento dal poeta e novelliere Antonfrancesco Grazzini detto il Lasca, nato a Firenze il 22 marzo 1504 da Grazzino e Lucrezia di ser Lorenzo de’ Santi. Fu uno dei fondatori dell’Accademia della Crusca (fucina del celeberrimo vocabolario realizzato a difesa della purezza della nostra lingua) e, prima, nel 1540, anche dell’Accademia degli Umidi dove assunse il nome di un pesce qual è, appunto,  la «lasca». La spezieria aveva scelto come insegna una testa di moro, per cui fu detta «Spezieria del Moro» o «del Saracino», e divenne il luogo d’incontro e di studio dei più famosi letterati del tempo.

Possiamo  immaginarci  la spezieria, forse la più antica della città, quando al suo interno avrà avuto, legati ai travicelli, fasci di erbe, fiori, camomilla, malva, papaveri e così via e, sugli scaffali, un gran numero di albarelli, tipici recipienti di legno bianco, di porcellana o terracotta, sui quali spiccava il nome delle erbe, droghe e spezie contenute, occorrenti per la preparazione delle medicine. oltre alle sostanze farmaceutiche, gli speziali vendevano il pepe, lo zucchero, la cannella, i chiodi di garofano, la canfora, la noce moscata, lo zenzero ed anche profumi come le essenze di ambra, muschio, incenso, mirra e giaggiolo nonché colori per le tintorie e per i pittori, quali lo scarlatto, l’indaco, la biacca, il cinabro, il minio, il verderame, lo zafferano e altri ancora.

Anche l’allume, lo zolfo, i’olio  di  lino, la trementina, la cera, i libri, la carta e gli oggetti per scrivere, che anticamente erano smerciati unicamente dagli  speziali, i quali avevano buona parte delle botteghe (come pure la residenza dell’Arte), nella zona di Mercato Vecchio, particolarmente  nell’attuale Via degli Speziali che da essi prese il nome. Lo speziale doveva essere molto preparato  sulle proprietà curative di semi, frutti, fiori, cortecce e radici ed essere in grado di effettuare la preparazione di sciroppi, elisir, unguenti, tisane e pozioni.

Ai giorni nostri, una targa di marmo posta all’interno della farmacia del Moro ricorda l’antica spezieria ed il Lasca che la gestiva, con la seguente scritta: «In questa officina già del Saracino  or del Moro, fin dal MDXXI fu farmacista A.F. Grazzini da Staggia, leggiadro poeta, commediografo  e novelliere che quivi accolti a sua cura precipua Machiavelli, Mazzuoli  da Strada  e lo Zanchino, con altri di quei dotti in lieti convegni, l’Accademia degli Umidi  di poi Fiorentina, fondava  le cui dette incruscate adunanze  in quelle della celebre Crusca si trasmutarono, nelle quali tutte ei tolse il nome da impresa ove una lasca guizza dall’onda a ghermire incauta farfalla».

Nel 1871 l’Amministrazione Comunale volle dedicare una strada nel quartiere delle Cure, allo speziale, burlesco poeta e novelliere Anton Francesco Grazzini: Via del Lasca, proprio a ricordo del particolare epiteto che egli assunse nell’Accademia degli Umidi e con il quale è notoriamente passato alla storia.

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Dal libro di Luciano e Ricciardo Artusi «A occhio e croce» – Passo dopo passo curiosando in piazza del Duomo – Firenze Leonardo Edizioni 2013. Per gentile concessione dell’Editore.

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