32 vittime, 33 imputati tra cui l’ad di Ferrovie Moretti

Strage di Viareggio, mercoledì il processo a Lucca

di Massimiliano Mantiloni - - Cronaca

L'inferno a Viareggio la sera del 29 giugno 2009

L’inferno a Viareggio la sera del 29 giugno 2009

LUCCA – Una tragedia che ha segnato Viareggio, il disastro ferroviario alla stazione del 29 giugno 2009 nel quale, per l’esplosione di una ferrocisterna che trasportava gpl, persero la vita 32 persone. Mercoledì scatta il processo a Lucca: alla sbarra sono stati chiamati 33 imputati fra tecnici e amministratori di aziende italiane e straniere che avrebbero dovuto effettuare i controlli sulla cisterna. Le ipotesi di reato a carico degli indagati, fra cui anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, sono quelle di disastro ferroviario colposo, lesioni colpose, incendio colposo, omicidio colposo plurimo e violazione delle norme antinfortunistiche.

L’inferno si scatenò alle 23,50 di quel 29 giugno 2009, al passaggio del treno merci 50325 che trasportava quattordici cisterne di gas propano liquido partito dalla stazione di Trecate e diretto allo scalo di Gricignano. Ma in Campania il convoglio non arrivò mai, deragliò poche centinaia di metri dopo aver superato la stazione ferroviaria di Viareggio. Nell’incidente si squarciò una delle quattordici cisterne da cui cominciò a fuoriuscire il gas. I due macchinisti del convoglio riuscirono a scappare ma nel frattempo un innesco involontario dette il via ad una serie di esplosioni che sventrano il cuore della cittadina versiliese. Le vittime furono 32,  centinaia i feriti. Ingentissimi i danni, con decine di case distrutte nello scoppio o successivamente abbattute.

La richiesta di giustizia da parte dei familiari delle vittime

La richiesta di giustizia da parte dei familiari delle vittime

La Procura di Lucca aprì un’inchiesta per cercare di individuare le cause del disastro. Apparve probabile che a provocare il deragliamento del treno fu la rottura di un asse della cisterna. Due anni dopo, alle Officine Lucchini di Lovere (Bergamo), nel corso di un complesso incidente probatorio, le prove tecniche evidenziarono che «sussistono fondati sospetti di colpevoli lacune in fase di manutenzione dell’assile  rotto». E viene a galla un sistema di controlli, verifiche e revisioni solo sulla carta.

Il 28 giugno del 2012, proprio alla vigilia del terzo anniversario della strage, la Procura di Lucca notificò ai 33 indagati gli avvisi della conclusione delle indagini. A cui fa seguito il rinvio a giudizio. A marzo il via all’udienza preliminare. Da mercoledì, dopo quasi quattro anni e mezzo, il processo.

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Massimiliano Mantiloni

Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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