La denuncia del sindacato di Polizia

Siulp: «Emergenza sicurezza alla questura di Firenze»

di Redazione - - Cronaca

Una Volante del 113

Una Volante del 113

FIRENZE – «Alla questura di Firenze viviamo in una continua situazione di emergenza». È il commento del segretario generale del sindacato Siulp di Firenze, Riccardo Ficozzi, che ha appena diramato un comunicato dove riprende le parole del Capo della Polizia, Alessandro Pansa. Nei giorni scorsi quest’ultimo aveva dichiarato che la diminuzione di personale di polizia, passata e futura, non potrà che far «diminuire il servizio di sicurezza reso ai cittadini».

«Complimenti al Capo della Polizia – scrive il Siulp di Firenze – per aver, finalmente, detto agli Italiani cosa sta accadendo alla Polizia di Stato. I dati diffusi dal Viminale in ordine al dilagare della criminalità sul territorio nazionale danno chiaramente l’idea di ciò che sta accadendo e che il Siulp, da anni, aveva previsto e preannunciato: un incremento vertiginoso delle attività criminose.

LA SITUAZIONE A FIRENZE – Ma in mezzo a quei dati purtroppo, più di ogni altra, salta agli occhi la condizione di questa provincia di Firenze che risulta essere quella in cui maggiormente è aumentato il numero di reati commessi. A questo punto è il Siulp che ritiene dover recuperare le dichiarazioni del Capo della Polizia denunciando, ancora una volta, cosa sta accadendo: la Polizia di Stato in questa provincia vive una condizione assurda che sta portando alla concreta impossibilità di poter operare sul territorio.

VOLANTI FERME – Nonostante l’attenzione del neo-arrivato Questore Raffaele Micillo che ha assegnato a quel settore personale da destinare al controllo del territorio, si è arrivati alla impossibilità di poter operare e, quando lo si fa, i servizi vengono svolti in condizioni assurde. L’UPGeSP infatti è, paradossalmente, rimasta a piedi: da un parco auto di 40 macchine attrezzate per il servizio di volante si è rapidamente passati a 20 e, di queste, solo 3 solo utilizzabili (le altre sono ferme perché necessitano riparazioni e logore in quanto trattasi di veicoli che «lavorano» ininterrottamente nell’arco della giornata e delle settimane nonostante abbiano – tutte – oltre 200mila km effettuati in ambito cittadino). 11 sono i veicoli fermi in attesa di riparazioni che non vengono effettuate per carenza di fondi e le cui aggiustature, quindi, chiedono lungaggini burocratiche assurde poiché l’autorizzazione al ripristino deve addirittura arrivare dal Ministero dell’Interno.

SITUAZIONE TAMPONE – Per tamponare la situazione assistiamo a scene da film comico o, più propriamente, da film drammatico: 4 agenti a bordo di uno stesso veicolo, volanti che escono senza apparati radio e senza blindature (preoccupante pensare come potrebbero intervenire in caso di rapina o simili); per quanto attiene il parco veicoli per i servizi motomontati, da 12 moto si è passati a 2 (anche queste sovente ferme per guasti dovuti all’usura).

SQUADRA MOBILE E DIGOS – Analoghe condizioni per Squadra Mobile e Digos che non hanno veicoli civili per poter svolgere servizi specifici di quei settori. I cinofili hanno 4 cani antidroga ed antiesplosivo e non possono essere impiegati poiché hanno solo un veicolo disponibile. Tale penuria determina il dover «recuperare tutto il recuperabile» lasciando completamente appiedato il personale di molti altri uffici ed ingessando tutta l’attività della Polizia di Stato nella provincia. La Sezione di Polizia Giudiziaria presso il Tribunale, addirittura, vede utilizzabile un solo veicolo a fronte di un organico di oltre 30 poliziotti assegnati».

 

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