La città tagliata in due per un blocco alla Fortezza da Basso

Protesta dei Forconi: bastano 20 metri per bloccare Firenze

di Sandro Addario - - Cronaca

FIRENZE – La protesta dei cosiddetti «forconi» ha tagliato in due Firenze per molte ore. È bastato occupare il piccolo passaggio pedonale tra viale Strozzi e l’imbocco di viale Lavagnini, di fronte alla vasca della Fortezza da Basso. In tutto non più di una ventina di metri. Le code di auto sono arrivate fino a Scandicci e fino a Peretola, sul fronte del viale Redi.

STRETTOIA PERICOLOSA – Sembra impossibile ma chi ha progettato la viabilità cittadina non ha tenuto conto di questa strettoia (o «forca caudina» per dirla all’antica) che di fatto può fermare la città, mezzi di soccorso inclusi. Punto strategico per compiere, malauguratamente, anche qualche attività criminale lungo i viali dopo la Fortezza e rallentare così l’arrivo delle forze dell’ordine. Basta metterci un furgone di traverso e il gioco è fatto.

CODE CHILOMETRICHE – Verso le 13 il tempo di percorrenza in auto tra il viale Talenti e Porta al Prato (2,3 chilometri) ha superato gli 80 minuti contro i 5-10 minuti di una giornata normale. Parola del cronista che è rimasto bloccato nel traffico. Tutto è cominciato intorno alle 11 e si è protratto almeno fino alle 17,30. Diverse decine di manifestanti hanno occupato la sede stradale rallentando notevolmente il traffico e facendo passare solo poche auto alla volta.

FORZE DELL’ORDINE – Il posto è sempre stato presidiato da Polizia e Carabinieri per evitare che la situazione degenerasse in scontri con gli automobilisti. Funzionari della Digos e ufficiali dell’Arma hanno monitorato la situazione. A un certo punto è arrivata anche la dottoressa Loretta Bignardi, questore vicario. Poliziotti dell’8° reparto mobile e Carabinieri del 6° battaglione Toscana erano sul posto, ma non in tenuta antisommossa. Di fatto è stata attuata una linea morbida per evitare che la situazione potesse degenerare. Se non si è trattato di «blocco stradale» vero e proprio, poco ci manca. Quello che è vero è che ci hanno rimesso solo i fiorentini, letteralmente imbottigliati nel traffico senza «vie di fuga» alternative. Applausi ad un motociclista che, verso le 16.30, ha parcheggiato la moto proprio sulle strisce per rallentare ancora di più il traffico. Una scena durata pochi minuti prima che il centauro venisse «convinto» dalla polizia a ripartire.

RIBELLARSI È UN DOVERE – Nel volantino che, tra fischi e applausi ironici agli automobilisti, veniva distribuito c’era scritto: «L’Italia si ferma. Ci hanno accompagnati alla fame, hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni. (…) Contro questo modello di “Europa”, per riprenderci la sovranità popolare e monetaria, per riappropriarci della democrazia, per il rispetto della costituzione, contro un governo di nominati ribellarsi è un dovere».

FACEBOOK – Su Fb la bacheca del «Coordinamento Fiorentino per la Rivoluzione del 9 dicembre 2013». Assenti insegne e bandiere di partito a conferma del carattere trasversale della protesta, sintetizzato nella frase del volantino «Siamo tutti cittadini italiani».

 

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Sandro Addario

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Giornalista
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