Tavolo nazionale, rafforzamento della presenza dello Stato, misure normative

Alfano: «4mila aziende illegali a Prato, interverremo»

di Massimiliano Mantiloni - - Cronaca

Alfano dichiara guerra alle imprese illegali di Prato

Alfano dichiara guerra alle imprese illegali di Prato

PRATO – «Ci sono 4mila aziende in regime di illegalità a Prato e lo Stato deve impedire che continuino ad operare in modo che siano rispettati i diritti umani, le leggi italiane, che siano salvate vite umane e protetta l’economia legale della zona». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che al Viminale ha presieduto il Tavolo nazionale per Prato, cui hanno partecipato tra gli altri i ministri Annamaria Cancellieri, Giovannini e Kyenge, il governatore della Toscana, Enrico Rossi, il presidente della Provincia ed il sindaco di Prato.

«Lo scopo è evitare un’altra tragedia come quella che ha portato alla morte di 7 lavoratori cinesi» ha spiegato Alfano.

Il ministro dell’Interno ha annunciato un rafforzamento della presenza dello Stato e, se sarà ritenuto necessario, anche un intervento normativo specifico per l’area.

«Questa volta lo Stato ha battuto non uno ma dieci colpi, se non ci si riesce questa volta a garantire sicurezza nel distretto parallelo bisogna proprio alzare bandiera bianca» ha detto il sindaco Roberto Cenni.

E’ stato il governatore della Toscana ad affermare che «sono necessari e imprescindibili i controlli nelle imprese del distretto parallelo di Prato» tanto che ha annunciato l’invio sul territorio di una task force di ispettori del lavoro che da gennaio setacceranno le aziende cinesi: «Ne manderemo cento -ha detto Rossi- dei quali 50 da assumere entro breve tempo. Controlleranno le imprese cinesi di Prato ma anche della piana».

E’ in corso un censimento da parte del Comune di Prato sulle case sfitte per evitare che gli operai cinesi si ammassino all’interno dei capannoni in loculi precari e pericolosi.

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Massimiliano Mantiloni

Massimiliano Mantiloni

Giornalista

Commenti (1)

  • paolo

    |

    Come mai hanno atteso il verificarsi di una tragedia, per fare quei doverosi controlli? Certo per certe Autorità è più facile perseguire aziende italiane (vedi controlli a negozi per gli scontrini!)

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