L'opera di Verdi torna a Firenze dopo 37 anni

«Nabucco» approda al Maggio Musicale

Una scena del Nabucco (credit Maggio Musicale Fiorentino / Sebastiano Piras)
Nabucco
Nabucco

FIRENZE – Il Maggio Musicale Fiorentino apre la stagione 2014 col «Nabucco» di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo, in scena al Teatro Comunale di Firenze da martedì 21 gennaio, riprende l’allestimento del 2012 del Teatro Lirico di Cagliari (una delle credenziali che hanno valso al regista Leo Muscato il prestigioso «Premio Abbiati»).

Nel cast A Abigaille sarà la napoletana Anna Pirozzi, che ha già ricoperto l’impervio ruolo, a lei congeniale, nel cast B di di Cagliari e in varie altre occasioni. Il cast B fiorentino, nel ruolo di Nabucco, include Leo Nucci, che l’ha interpretato, diretto da Riccardo Muti, alla presenza del Presidente della Repubblica, il 17 marzo 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’opera più risorgimentale di Verdi. «Nabucco» è opera che fu difatti recepita come “risorgimentale” fin dal debutto. Andata in scena per la prima volta a Milano nel 1842, fu il primo grande successo popolare del non ancora trentenne compositore, alla sua terza opera (e peraltro reduce dal fiasco della seconda). Il pubblico ne rimase folgorato; fu immediata l’identificazione degli spettatori italiani con gli ebrei soggetti al dominio babilonese e subito per le strade si cominciò a sentir cantare il celeberrimo «Va’ pensiero», coro degli ebrei oppressi reinterpretato come inno alla libertà nazionale.

Il titolo originario sarebbe stato «Nabucodonosor», ma, complice la divisione su due righe del nome nelle prime locandine, fu scorciato in «Nabucco» e praticamente nessuno usò più il nome intero. Autore del libretto era il neoguelfo Temistocle Solera.

La trama – La conquista. Nabucodonosor, re di Babilonia vincitore degli Ebrei, si avvicina a Gerusalemme. Nel tempio il gran pontefice Zaccaria viene a rincuorare i Leviti ed il popolo portando prigioniera Fenena, figlia minore di Nabucco ed ostaggio prezioso. Fenena è affidata alla custodia di Ismaele, che però da lei era stato liberato quand’era prigioniero a Babilonia. La ama riamato e vorrebbe liberarla; mentre Fenena cerca di farlo desistere da un proposito che attirerebbe sul suo capo l’ira dei suoi, irrompe alla testa di una schiera di soldati babilonesi travestiti da Ebrei la presunta figlia maggiore di Nabucco, Abigaille, che pure ama Ismaele e minaccia la sorella di riferire al padre la tentata fuga con uno straniero. Si dichiara alla fine disposta a tacere, purché Ismaele rinunci a Fenena. A capo del suo esercito arriva Nabucco con intenzioni bellicose e Zaccaria, per fermarlo, minaccia di uccidere Fenena. Ismaele si oppone, gli strappa Fenena e la consegna a Nabucco. Trionfante, questi incita i suoi al saccheggio, mentre Zaccaria e gli Ebrei maledicono il traditore Ismaele. Il resto dell’opera, fino alle ultime scene, li vedrà tutti privati della libertà e deportati a Babilonia.

La cattività babilonese. La seconda parte si apre con Abigaille che in un documento legge di essere figlia non di Nabucco, ma di schiavi. Nabucco, impegnato altrove, ha nominato reggente Fenena; questa, liberando tutti i prigionieri ebrei, scatena le ire del gran sacerdote di Belo, che propone ad Abigaille di impadronirsi del potere previa diffusione della falsa notizia della morte di Nabucco. Fenena per amore si è convertita e ciò vale a riabilitare Ismaele. Irrompe Abigaille, che pretenderebbe da Fenena la corona, ma arriva a sorpresa Nabucco, che se la mette in testa e ingiunge di adorarlo. Ordina l’arresto e l’esecuzione di Zaccaria che stava invocando su di lui il castigo divino; Fenena comunica la volontà di morire coi nuovi fratelli; Nabucco la fa prostrare ai suoi piedi imponendole di adorarlo come dio, ma a quel punto gli piomba un fulmine sul capo e la sua ragione vacilla. Abigaille prende la corona.

L’usurpatrice. Abigaille regna di fatto; dichiara a Nabucco di reggere in sua vece per acclamazione del loro popolo, che brama la condanna a morte degli Ebrei che Nabucco dovrebbe ufficializzare col suo sigillo. Lo appone, ma si pente pensando a Fenena, compresa fra i condannati. Abigaille gli rammenta che ha un’altra figlia; lui ribatte che è solo una schiava, ma Abigaille gli straccia sotto il naso il documento che attesta le sue umili origini, rifiutando di aver pietà di Fenena. Il quadro successivo mostra gli Ebrei che si lamentano per la perduta libertà («Va’ pensiero»); giunge Zaccaria e li esorta a confidare nella vendetta divina.

La conversione del re. Nabucco vaneggia nelle stanze reali, quando dalla finestra vede passare Fenena in catene; tenta di correrle in aiuto, ma si accorge che non può aprire la porta ed è prigioniero. Invoca allora il soccorso del dio degli Ebrei, giurando di ricostruire il tempio e di rinnegare la religione di Belo, se gli farà recuperare le facoltà e il trono. Così accade: trovato subito l’appoggio del fedele ufficiale Abdallo, salva in extremis Fenena, ormai avviata al martirio, e l’idolo di Belo cade in frantumi. Tutti gridano al miracolo e Nabucco annuncia il suicidio per avvelenamento di Abigaille. Questa giunge agonizzante, confessa la sua colpa e invoca il perdono degli uomini e di Dio prima di cadere esanime. Zaccaria rivolge a Nabucco l’ultima profezia: «Servendo a Jehova, sarai de’ regi il re!».

L’ultima volta di «Nabucco» a Firenze è stata nel lontano 1977, direttore Riccardo Muti e regista Luca Ronconi. L’allestimento attuale è scarno, volto a rilevare l’atemporalità della tragedia vissuta dagli Ebrei e ad esaltare i contrasti fra le scene d’azione e quelle più statiche, al cui centro sta l’interiorità dei personaggi. Le immagini di scena mostrano un dispendio di fumi sul palco che potrebbero bastare a un concerto glam-rock. La speranza è che il cast, sotto la direzione di Renato Palumbo, sia in grado di fornire anche un buon arrosto.

 

«Nabucco» di Giuseppe Verdi; libretto di Temistocle Solera

Personaggi e interpreti:
Nabucco Dalibor Jenis / Leo Nucci (26, 30)
Ismaele Luciano Ganci
Zaccaria Riccardo Zanellato / Raymond Aceto (24, 28, 31)
Abigaille Anna Pirozzi / Anna Markarova (24, 28, 31)
Fenena Annalisa Stroppa / Rossana Rinaldi (24, 31)
Gran Sacerdote Dario Russo
Abdallo Enrico Cossutta
Anna Valeria Sepe

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Direttore Renato Palumbo – Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Regia Leo Muscato
Scene Tiziano Santi – Costumi Silvia Aymonino ripresi da Virginia Gentili
Luci Alessandro Verazzi riprese da Gianni Paolo Mirenda
Nuova produzione – Allestimento del Teatro Lirico di Cagliari e dell’Ente Concerti Marialisa De Carolis di Sassari. Premio Abbiati 2012 per la miglior regia

Teatro Comunale
Martedì 21 gennaio, ore 20.30
Venerdì 24 gennaio, ore 20.30
Domenica 26 gennaio, ore 15.30
Martedì 28 gennaio, ore 20.30
Giovedì 30 gennaio, ore 20.30
Venerdì 31 gennaio, ore 20.30

Biglietti da 20 a 70 euro con riduzioni per studenti e altre categorie.

Info: www.maggiofiorentino.com – 055 2779350 dal martedì al venerdì ore 10-13 e 14-17

Maggio Musicale, opera, Verdi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080