«L’ultimo harem» a Firenze: un’avventura lunga 10 anni

L'ultimo harem
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L’ultimo harem

FIRENZE – Per la decima stagione consecutiva il Teatro di Rifredi ha in cartellone «L’ultimo harem» di Angelo Savelli. A Londra o a New York sarebbe normale, ma qui è un evento quasi inaudito. Eppure ogni anno, alla fine del numero triplo di repliche rispetto agli spettacoli “normali”, c’è la lista d’attesa degli spettatori rimasti fuori loro malgrado e bisogna pensare a programmare di nuovo questo spettacolo liberamente ispirato ai racconti de «Le mille e una notte» e di Nazli Eray e ai saggi di Ayşe Saraçgil e Fatema Mernissi.

Una storia talmente straordinaria, quella de «L’ultimo harem», che Savelli ci ha scritto un libro. Se ne parlerà al Teatro di Rifredi sabato 15 alle ore 12, presenti, oltre all’autore e alle attrici, il ministro Maria Elena Boschi, l’Assessore regionale Sara Nocentini e la giornalista Valentina Grazzini.

«Ciò che è destino che avvenga, avviene; e ciò che non deve avvenire, non avverrà». Così dice la saggia guardiana dell’harem (Serra Yilmaz) all’indomita favorita Humeyra (Valentina Chico) dopo che l’insinuante eunuco Sumbul (Riccardo Naldini) ha annunciato la probabile visita notturna del sultano.

Lo spettacolo, nato da una folgorazione artistica, da una scintilla d’amore (complice Ozpetek) tra Angelo Savelli, la Turchia e Serra Yilmaz, non solo una delle migliori attrici turco-europee ma anche voce prestigiosa e pungente della sua cultura e della sua terra, giunge al decimo anno consecutivo di repliche, sempre premiate dal tutto esaurito e dall’entusiasmo del pubblico. Accomodati, in palcoscenico, intorno alla scena di un lussuoso harem-hammam, seduti su tappeti e cuscini, gli spettatori, affascinati dalla vicinanza fisica degli attori e coinvolti dal loro affabulare immaginario e reale al tempo stesso, assistono allo spettacolo immersi in un’atmosfera sensuale fatta di profumi, vapori, musiche che provengono da paesi lontani, per poi essere catapultati in una contemporaneità ricca d’ironia e di inquietanti rimandi al passato.

Una sera del 1909 ad Istanbul, alla vigilia della definitiva chiusura degli harem, nel palazzo di Yildiz una seducente favorita circassa attende, insieme all’anziana guardiana ed al capo degli eunuchi imperiali, l’incerta visita del sultano, ingannando l’attesa con il racconto di storie fantastiche. Più di cento anni dopo, una casalinga dimessa e la sua spumeggiante amica sognano improbabili fughe dalla prigione del loro indecifrabile malessere quotidiano. L’harem visto non tanto come una cinta di mura invalicabili quanto piuttosto un luogo dello spirito, un’attitudine vischiosa e pericolosa in cui cadere prigionieri, ieri come oggi, in Oriente e in Occidente, che siamo donne oppure  uomini.

Teatro di Rifredi, dal 13 al 30 marzo

«L’ultimo harem», testo e regia Angelo Savelli

  • liberamente ispirato ai racconti de “Le mille e una notte” e di Nazli Eray e ai saggi di Ayşe Saraçgil e Fatema Mernissi.
  • Con Serra Yilmaz, Valentina Chico e Riccardo Naldini; scene e costumi Mirco Rocchi; luci Roberto Cafaggini
  • Orario degli spettacoli: feriali ore 21, domenica ore 16:30, lunedì 17 e 24 riposo
  • Biglietti: intero € 14 – ridotto € 12
  • Punto Box Office: dal lunedì al sabato ore 16-19  biglietteria@toscanateatro.it
  • Teatro di Rifredi via Vittorio Emanuele II, 303 – 50134 Firenze tel 055 4220361/2 www.toscanateatro.it

prosa, Teatro di Rifredi

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