Entro giugno via libera del Parlamento per non rischiare il naufragio

Riforme di Renzi: lotta contro il tempo (il decreto lavoro scadrà il 19 maggio)

di Paolo Padoin - - il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento, Politica

 

Il premier, Matteo Renzi

Il premier, Matteo Renzi

Maggio e Giugno saranno mesi decisivi per la maggior parte delle riforme messe in ponte dal governo Renzi. Il Pd, in vista di questo, ha organizzato oggi, 5 maggio, un convegno sul tema: «Semplificare le istituzioni per decidere senza conflitti», coordinato dal ministro Boschi e chiuso dal premier Renzi. Erano stati invitati anche alcuni “professoroni”, come da definizione del premier, ma non c’erano Rodotà e Zagrebelsky, tra i primi firmatari dell’appello «Verso la svolta autoritaria» contro il progetto di riforma costituzionale presentato dal governo.

RENZI – Nel corso delle discussione è intervenuto il premier: «Dobbiamo avere il coraggio di dire con grande franchezza che il nostro modello istituzionale e costituzionale ha bisogno di modifiche. Sostenere questo non è né autoritarismo né esercizio violento della cosa pubblica. Vogliamo discutere, non vogliamo non discutere, ma vogliamo anche realizzare le riforme».  Da decenni costituzionalisti, politici e rappresentanti delle autorità del territorio convergono in modo pressoché unanime» su questo, e dunque «è convinzione di tutti, non del governo – ha precisato il presidente del Consiglio – che è arrivato il momento di provare finalmente a sistemare il complicato rapporto tra sistema istituzionale, equilibri politici, efficienza ed efficacia del sistema». Poche le voci di dissenso. In verità negli ultimi dieci anni ogni tentativo di riforma del centrodestra era stato bollato come un attentato alla democrazia e alla costituzione dalle vestali della nostra Carta fondamentale (Scalfaro, Zagrebelsky e molti altri).

RIFORME – Inizia quindi una settimana cruciale sul tema delle riforme:  la Commissione Affari costituzionali del Senato deve adottare il testo base del provvedimento che dovrebbe trasformare completamente la Camera Alta. E, viste le avvisaglie, non è proprio sicuro che il testo Boschi, seppure accompagnato da alcuni emendamenti dei relatori che hanno recepito i cambiamenti concordati dopo il passaggio alla Camera, venga approvato così com’è. L’obiettivo del governo sarebbe arrivare all’ok in Commissione entro il 25 maggio, e in Aula per il 10 giugno, ma occorre stringere i tempi.

LAVORO – Poi dovrebbe fare un passo avanti anche il decreto lavoro che arriva in Aula al Senato, dopo l’accordo raggiunto dalla maggioranza pochi giorni fa. Bisogna procedere rapidamente all’approvazione, perché il 19 maggio il provvedimento scade. Intanto prosegue la consultazione online sulla riforma della Pubblica amministrazione, posta in stand by fino a fine mese, con la promessa che le misure che la riguardano saranno in Cdm il 13 giugno. In questo periodo dovranno essere superate o messe da parte le forti critiche che sindacati e funzionari hanno rivolto contro alcune disposizioni, come la riduzione delle prefetture a sole 40 sedi in tutto il territorio, senza peraltro provvedere allo sfoltimento di organismi e strutture centrali.

ITALICUM – Infine la lista dei provvedimenti in fase di approvazione prevede l’Italicum, che è già passato alla Camera. Il ministro Boschi è fiduciosa che l’approvazione del Senato avvenga prima dell’estate, anche se c’è da superare lo scoglio preliminare dell’approvazione della riforma proprio del Senato. Anche il premier è fiducioso, sostiene che sindacati, burocrazie e vecchi apparati di partito non riusciranno a fermare il treno del rinnovamento. Sente di avere il consenso della maggioranza della popolazione, stanca dell’immobilismo della politica e desiderosa di nuove strategie e strade da percorrere. È giusto tentare un cambiamento, preferibilmente graduale, ma non siamo proprio sicuri che tutto il nuovo costituisca un miglioramento a prescindere e tutto il vecchio sia completamente  da buttare.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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