«AntiCONtemporaneo» con L’Homme Armé

Firenze: «Incroci musicali» fra Shakespeare e il blues

di Roberta Manetti - - Cultura

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Mya Fracassini e Robert Johnson

Mya Fracassini e Robert Johnson

FIRENZE – All’Auditorium di Sant’Apollonia prosegue la rassegna «AntiCONtemporaneo», che da sette anni L’Homme Armé organizza a inizio estate. La seconda data ha il titolo di «Crossroads / incroci musicali. Una curiosa omonimia musicale tra Seicento e Novecento».

In due concerti (uno alle 20 e uno alle 21.30, separati da un aperitivo-buffet) Gian Luca Lastraioli, abilissimo suonatore di cordofoni dal liuto alla chitarra elettrica nonché disinvolto affabulatore, e Mya Fracassini, cantante versatilissima, mostreranno cosa possa legare, al di là del nome, due Robert Johnson, uno vissuto nell’Inghilterra shakespeariana (1583-1634) e l’altro nel Mississippi del primo Novecento (1911-1938).

Il primo fu un musicista di corte e le fonti che ne parlano dicono che scrisse canzoni per voce e accompagnamento per molte rappresentazioni teatrali di Shakespeare, tra le quali sicuramente «Cimbelino» e «Il racconto d’inverno». Sono senz’altro sue le canzoni più popolari de «La tempesta», «Full fathom five» e «Where the bee sucks». Il Robert Johnson del Novecento fu invece un grandissimo bluesman, pur essendo vissuto davvero poco: morì a 27 anni, come tanti grandi successivi esponenti della “musica del diavolo” derivata in qualche modo dal blues (due nomi su tutti: Jimi Hendrix e Janis Joplin). Del bluesman Robert Johnson restano incise soltanto 29 canzoni, ma la sua influenza sui posteri è fortissima: senza le sue straordinarie intuizioni il blues, il soul e perfino il rock forse non sarebbero stati gli stessi. Esemplare, a riguardo, quel che dicono di lui tre sommi esponenti della musica del secondo Novecento: «Tutti noi in un modo o nell’altro dobbiamo la nostra esistenza a Robert Johnson» (Robert Plant, Led Zeppelin); «Copiavo i suoi testi su pezzi di carta per esaminarli più da vicino, per cercare di impadronirmi dei suoi sogni, dei suoi pensieri» (Bob Dylan); «È il più importante musicista blues mai vissuto. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella vita umana» (Eric Clapton). Si diceva addirittura che avesse fatto un patto col diavolo, per raggiungere certi vertici…

Alle 20 Gian Luca Lastraioli si produrrà in «I due Robert Johnson: dal Tamigi al Mississippi. Musiche del XX e del XVII secolo», analizzando, in musica e parole, repertori, stili e contesti storici dei due musicisti; alle 21.30 lo stesso Lastraioli (liuto, tiorba, chitarra resofonica e musicbox) e Mya Fracassini (voce) presenteranno «Crossroads. Strani (ma veri) incroci musicali tra Shakespeare e il Delta Blues», dove le musiche dei due Johnson si confronteranno a distanza ravvicinata.

Lunedì 7 luglio dalle ore 20

Auditorium di Sant’Apollonia (Via San Gallo 25/a, Firenze)

Serata completa (incluso aperitivo) intero € 18; ridotto € 14; solo concerto delle ore 21.30: intero € 12; ridotto € 8. Info 55/695000 – 3396757446 – homme.arm@gmail.com; www.hommearme.it

 

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